Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca Marcianise

Le chat con imprenditore indagato, l'ex sindaco: "Solo pubblicità al bando per la mensa"

Velardi interviene sul caso delle intercettazioni con Fabbro: "Se lo rivedo per strada nemmeno lo riconosco. Chiesi anche all'ex presidente dell'Inter Pellegrini"

L'ex sindaco Antonello Velardi interviene sulla questione dell'appalto da 852mila euro per la mensa scolastica nelle scuole dell'infanzia, a Marcianise, per la quale ha inviato messaggi all'imprenditore Massimiliano Fabbro. La circostanza è emersa dalle chat finite agli atti di un'inchiesta della Procura di Milano, riguardante alcuni appalti, che ha portato all'arresto del generale dei carabinieri Oreste Liporace e nella quale lo stesso Fabbro è indagato insieme al fratello William. 

"Nel lontano 2017, poco dopo la prima elezione a sindaco di Marcianise, mi piombò addosso la tegola del pessimo funzionamento della mensa scolastica cittadina e del mancato pagamento delle spettanze alle maestranze delle denunce e delle polemiche (ci fu un assalto al Comune, fui costretto ad uscire con l’ausilio della polizia) è ancora vivo il ricordo - ricorda Velardi in una nota - L’unica cosa che potevo fare - oltre che sollecitare gli uffici preposti ad effettuare le dovute prescrizioni ai gestori del servizio - era quella di aspettare il nuovo bando e cercare di pubblicizzarlo quanto più possibile perché vi partecipassero quanti più concorrenti e quanto più qualificati".

Il racconto di Velardi, che non è indagato nella vicenda milanese, prosegue. "Ad inizio anno, era il 18 gennaio 2017, venne in visita a Marcianise l’ex presidente dell’Inter, Ernesto Pellegrini, re della ristorazione, che con la città aveva un rapporto speciale per la pregressa gestione del servizio mensa nell’ex GTE. Ci fu una grande festa con la premiazione degli ex dipendenti e in quell’occasione chiesi, privatamente ma anche pubblicamente sul palco, che Pellegrini tornasse in città per candidarsi a gestire il servizio mensa scolastico. Cortese, sorrise, ma non fece nulla".

Successivamente l'incontro con Fabbro negli uffici del generale Liporace. "Qualche mese dopo, incontrai casualmente a Roma, su presentazione del generale ora arrestato (che conoscevo da quando era capitano e che aveva seguito tra l’altro la pratica per l’apertura della nuova compagnia dei carabinieri di Marcianise), e davanti a più persone, il titolare di un’altra grande azienda della ristorazione che lavorava – così si presentò – con enti dello Stato. Mi ricordai di Pellegrini, chiesi anche a lui la stessa cosa e successivamente gli segnalai il sito dell’ente dove poteva reperire informazioni (oltre a inviargli il numero di telefono del dirigente che si occupava della pratica nda): stesso effetto e cioè totale disinteresse dell’imprenditore. Punto. Se rivedo questo signore per strada neanche lo riconosco; se rivedo Pellegrini sì, perché il suo volto è molto più noto", scrive ancora Velardi.

"Gli inquirenti giustamente hanno fatto i loro riscontri e giustamente hanno riportato nell’ordinanza che nessun rapporto c’è mai stato tra questo signore e il Comune di Marcianise, quando ero sindaco, sottolineando per due volte nell’ordinanza stessa che non sono indagato. Hanno riportato la circostanza che indirettamente mi riguarda per corroborare – lo scrivono loro stessi – la tesi accusatoria circa i rapporti tra gli indagati. Ho cercato da sindaco di fare tutto ciò che dovrebbero fare i buoni amministratori, e cioè di dare la massima pubblicità ad un bando che, come capita purtroppo spesso in questi casi, passa sotto silenzio. Cioè ho voluto e invogliato la trasparenza e la competitività, per ottenere un servizio migliore, come prevede il codice, con una circolazione tra operatori primari, uno anche con attività per conto dello Stato", conclude.

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