Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Villa Literno

La Cassazione 'ripesca' le intercettazioni contro il sindaco

Per la Suprema Corte sussiste una connessione tra le vicende di Lusciano e Villa Literno. Spuntano anche le autorizzazioni

Riesame atto terzo. Sono state depositate le motivazioni con cui la Corte di Cassazione ha disposto il "ripescaggio" delle intercettazioni eliminate, in sede di rinvio sempre dalla Suprema Corte, dal Tribunale del Riesame nei confronti del sindaco di Villa Literno Nicola Tamburrino.

La corte romana ha accolto il ricorso presentato dalla Procura di Napoli Nord. In pratica, secondo la Procura, il Riesame bis (la prima volta era stata confermata l'ordinanza genetica nella sua interezza, poi annullata sempre dalla Cassazione) non si sarebbe confrontato con il fatto che le intercettazioni, disposte sulla vicenda dell'appalto delle fogne di Lusciano con protagonisti gli imprenditori Nicchiniello, fosse connesso (cioè nell'ambito di un medesimo disegno criminoso) con la vicenda corruttiva di Villa Literno per la quale il sindaco Tamburrino era stato arrestato.

Inoltre spuntano, nel ricorso della Procura, anche le autorizzazioni a quelle intercettazioni con riferimento all'indagine su Tamburrino. La Cassazione, nell'accogliere le doglianze della Procura, ha ribadito come il Riesame abbia abdicato ad "accertare in fatto la ricorrenza dei presupposti della continuazione". Ma non solo. "Quand'anche si volesse ritenere inesistenti taluna delle predette ipotesi di connessione qualificata, il Tribunale ha comunque omesso di verificare se, i fatti di Villa Literno e la conseguente posizione di indagato del Tamburrino, fossero già stati sottoposti al vaglio del giudice per le indagini preliminari, anche in relazione alla loro evoluzione temporale, in epoca precedente all'iscrizione del medesimo Tamburrino nel registro degli indagati e precisamente all'atto delle prime richieste di autorizzazione e di proroga delle intercettazioni formalmente richieste per le vicende di Lusciano", si legge nelle motivazioni.

"Nei provvedimenti del giudice per le indagini preliminari, o tramite rinvio alla richiesta ed alle informative allegate ovvero tramite valutazioni dirette - si legge ancora nel provvedimento della Suprema Corte - il vaglio dell'opportunità e, di conseguenza, della piena utilizzabilità delle intercettazioni appare essere stato sempre svolto anche in relazione alla possibile ipotesi corruttiva di Villa Literno che avrebbe potuto coinvolgere i concorrenti Nicchiniello e D'Ausilio oltre al Tamburrino". Sarà nuovamente il Riesame a dover entrare nel merito della vicenda.

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