Proroghe 'illegali' per 6 anni, il Comune condannato a risarcire 25mila euro

La Cassazione ha respinto l'ultimo ricorso ed ha confermato la condanna

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento per il Comune di Dragoni portato a giudizio da un dipendente che, per 6 anni, ha lavorato presso l’Ente in virtù di numerosi contratti a termine più volte prorogati dal 2001 al 2007.

Cessato l'ultimo contratto a termine senza proroga, C.A. si è rivolto all’avvocato Domenico Carozza per chiedere i danni da ricorso a contratti a termine illegittimi perché senza causale giustificatrice. La Cassazione ha confermato la Sentenza della Corte di Appello di Napoli che aveva riformato la decisione del giudice di primo grado di Santa Maria Capua Vetere di rigetto per carenza di prova del danno.

Il giudice di legittimità, seguendo le tesi prospettate dall’avvocato Carozza in grado di Appello e ribadite dinanzi alla Suprema Corte, ha ritenuto che il danno da illegittimo e reiterato ricorso al contratto a termine nel pubblico impiego deve ritenersi presunto e quantificato in base al principio del "danno comunitario".

E’ stato confermato, pertanto, il diritto di C.A. a percepire la somma di 25.000 euro circa dal Comune di Dragoni come risarcimento.

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