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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Casal di Principe

Nessuno sconto per l'esattore dei Casalesi, la Cassazione nega la continuazione

La Suprema Corte ha negato il vincolo della continuità per Carmine Natale

Nessuno sconto di pena per Carmine Natale, 67enne di Casal di Principe, affiliato al clan dei Casalesi fazione Schiavone. 

La settima sezione della Corte di Cassazione, presieduta da Stefano Aprile, si è pronunciata sul ricorso presentato da Natale avverso l'ordinanza della Corte di Appello di Napoli che rigettava la richiesta avanzata dall'affiliato dei Casalesi, finalizzata al riconoscimento del vincolo della continuazione tra più reati.

Natale, era considerato l'anello di congiunzione tra il clan dei Casalesi e le altre consorterie criminali presenti nella provincia casertana come quello di 'Farina-D'Albenzio' afferente al clan dei Belforte a Maddaloni.

Il 67enne casalese si occupava delle estorsioni per conto dei clan ai danni dei supermercati della catena 'Alvi' dislocati nel casertano chiedendo il pizzo in concomitanza delle festività quali Pasqua, Natale e Ferragosto.

Per i giudici partenopei i reati di cui si assumeva la continuazione "non sono omogenei sul piano esecutivo e non riconducibili a una preordinazione criminosa"; in pratica sono apparsi "troppo discontinui in base alla loro distanza temporale e disomogenei nelle violazioni perpetrate". Assunto su cui i giudici della Suprema Corte sono stati concordi tanto da dichiarare il ricorso inammissibile.

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