Cronaca Casapesenna

Estorsione all'imprenditore Battaglia, la Cassazione conferma la sentenza per i fratelli di Zagaria

Carmine e Pasquale assolti insieme ai nipoti Capaldo

La Cassazione respinge il ricorso e conferma le assoluzioni della Zagaria's Family per le accuse di estorsione ed usura aggravate dalla metodologia mafiosa ai danni dell'imprenditore coraggio di Caiazzo Roberto Battaglia.

La Seconda Sezione della Suprema Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla Procura Generale, e sostenuto dagli avvocati dell’imprenditore, Carlo De Stavola e Gianluca Giordano, contro la sentenza di assoluzione pronunciata lo scorso 2 marzo dalla Quarta Sezione Penale della Corte d'Appello di Napoli "perché il fatto non sussiste" nei confronti di Carmine e Antonio Zagaria, fratelli del boss del clan dei Casalesi Michele Zagaria, Filippo, Raffaele e Francesco Capaldo nipoti del boss casalese, Ciro Benenati, Pasquale Fontana e Nicola Diana.

Gli imputati già nell'ottobre 2014 furono assolti in primo grado dal Giudice delle Indagini Preliminari Carlo Alessandro Modestino del Tribunale di Napoli. Una sentenza a cui i pm della Direzione Distrettuale Antimafia ed i legali di Battaglia si opposero facendo ricorso in Appello. Anche qui, però, resse la tesi difensiva dei legali degli imputati nonostante le richieste di condanna del Sostituto della Procura Generale di Napoli Maria Cristina Gargiulo andassero da un minimo di 6 anni ad un massimo di 14 anni e 6 mesi di reclusione ritenendo che l'attendibilità di Battaglia "sia stata comprovata da magistrati anticamorra come Federico Cafiero De Raho e Catello Maaresca".

Secondo l'accusa l'imprenditore di Caiazzo era oberato da innumerevoli debiti usurai ed in virtù della forte esposizione debitoria di cui era gravato sarebbe stato costretto dalle minacce dei membri del clan dei Casalesi a vendere attrezzature e beni strumentali alla propria attività nel settore latte-caseario per saldare i debiti. Una ricostruzione che convinse poco i giudici partenopei tanto da confermare in appello la sentenza assolutoria per i familiari di Zagaria.

Gli ermellini sono stati dello stesso avviso nonostante sia stata messa in discussione la 'doppia conforme' per gli imputati condannando altresì Roberto Battaglia al pagamento delle spese processuali per un valore di 3. 000 euro. Nel collegio difensivo sono impegnati  Paolo Caterino, Angelo Raucci, Ferdinando Letizia, Giuseppe Stellato, Mario Mangazzo, Raffaele Quaranta, Andrea Imparato, Sergio Cola.

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