La Cassazione annulla il sequestro delle società dei Diana

Accolto il ricorso degli imprenditori: atti di nuovo al Riesame per una nuova valutazione

Antonio e Nicola Diana

La Corte di Cassazione annulla il sequestro delle società dei fratelli Antonio e Nicola Diana, figli di Mario vittima innocente della camorra, arrestati a gennaio per concorso esterno in associazione mafiosa e tornati liberi qualche giorno fa. 

I giudici della Suprema Corte hanno accolto il ricorso presentato dai legali dei Diana, gli avvocati Carlo De Stavola, Claudio Botti ed Elisabetta Carfora, ed annullato il provvedimento per le società ancora sotto chiave, tra cui la Erreplast, leader nel settore del riciclo della plastica. La sesta sezione penale di piazza Cavour a Roma ha inviato gli atti al Riesame che dovrà ora fornire adeguate motivazioni sul sequestro - disposto dalla Dda - dopo che i giudici del Tribunale della Libertà di Napoli a febbraio avevano confermato le accuse ed il sequestro.

Secondo la Dda gli imprenditori - icone dell'anticamorra - avrebbero stretto un patto con il clan dei Casalesi che avrebbe permesso ai fratelli ed allo zio Armando di assicurarsi una “tutela a tutto tondo”, con la garanzia di non ricevere richieste estorsive dalle organizzazioni criminali operanti tra Gricignano d’Aversa e l’agro avevano. Il ‘dazio’ da parte al clan era il “cambio di assegni” e la consegna “sistematica” di cospicue somme di denaro necessarie per alimentare le casse dei Casalesi.

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