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Cronaca Casapesenna

Zagaria chiede 100mila euro di risarcimento per gli errori della fiction

Il capoclan ha annunciato che li devolverà in beneficenza

Un risarcimento da 100mila euro da devolvere in beneficenza. É quanto richiesto dagli avvocati del boss dei Casalesi, Michele Zagaria, come corrispettivo per i danni alla sua immagine causati dalla fiction "Sotto copertura 2 - La cattura di Zagaria", andata in onda sulla Rai. A rendere nota la notizia è l'avvocato Barbara Lettieri, dello studio legale Sartoris Lettieri di Cuneo, che assiste l'ex boss del clan dei Casalesi, detenuto in regime di carcere duro nella casa circondariale di Milano-Opera.

I legali dell'ex primula rossa del clan dei Casalesi, arrestato a Casapesenna, dopo una latitanza durata oltre 15 anni, hanno fatto anche pervenire alla redazione del quotidiano 'Il Mattino', una missiva con la quale manifestano il dissenso del boss in merito alla rappresentazione che viene fatta della sua persona nella fiction.

"Dopo avere visto la prima puntata della fiction - spiega l'avvocato Lettieri - abbiamo chiesto alla Rai di sospendere la trasmissione. Non si possono mandare in onda immagini che offendono la verità. Abbiamo ricevuto risposta negativa e, quindi, abbiamo presentato un ricorso cautelare al Tribunale di Roma che ha fissato l'udienza per il prossimo 28 novembre". Nella missiva, di cui si chiede di dare massima visibilità, vengono segnalate "inesattezze e falsità che i nostri assistiti hanno già evidenziato ai vertici della Lux Vide e della stessa Rai".

Nella serie, il personaggio di Zagaria era interpretato dall'attore Alessandro Preziosi, che ha raccontato di essersi ispirato nell'interpretazione del latitante dei Casalesi a quella offerta da Ben Gazzarra per il film "Il camorrista" del premio Oscar Giuseppe Tornatore, ispirato alla figura di Raffaele Cutolo; nel vecchio film però, Cutolo non veniva mai citato, si parlava di un tal "professore di Vesuviana", mentre nella fiction terminata lunedì l'unico nome reale era proprio quello di Zagaria, mentre sono stati usati nomi di fantasia per gli altri protagonisti della vicenda, ad iniziare dall'ex capo della Mobile Vittorio Pisani.

Nella lettera i legali "intendono precisare che ciò che viene narrato non è assolutamente realistico e molti sono i particolari inventati dagli sceneggiatori: uno fra tutti, e forse il più grave, quello che dipinge Michele Zagaria come un uomo attratto sessualmente dalla giovane figlia della famiglia che per anni lo ha ospitato: cosa che ha profondamente offeso e disgustato il nostro assistito". Gli avvocati si domandano poi "Fin dove si può spingere la finzione?".

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