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Roberto Vargas

Roberto Vargas

Casalesi in Veneto, parla Vargas: "Questi nomi non mi dicono nulla"

Il pentito del gruppo Schiavone non è a conoscenza dell'esistenza della cellula del Nord Est

Roberto Vargas dichiara di non conoscere i presunti affiliati della cellula del clan dei Casalesi del Nord Est, attiva nella zona di Eraclea, facente capo a Luciano Donadio

E' quanto accaduto nel corso dell'udienza celebrata nell'aula bunker del tribunale di Venezia. Una testimonianza quasi 'scenografica' quella di Vargas che ha parlato della storia del clan dei Casalesi, dell'affiliazione mediante la pungitura, il tipico patto di sangue delle cosche mafiose (alla quale tra l'altro lui non si sarebbe sottoposto) ma poi ha confermato (lo aveva già fatto nell'interrogatorio finito nell'ordinanza cautelare) di non conoscere Raffaele Buonanno e Luciano Donadio. "Questi nomi non mi dicono nulla", ha riferito. 

Vargas ha poi parlato di un'arma, una pistola 9X25, che gli sarebbe stata data da Salvatore Laiso il quale gli avrebbe riferito che quell'arma sarebbe stata presa dal gruppo veneto. Vargas ha poi riferito di essere a conoscenza di affari del clan in Emilia Romagna e Toscana ma non nel Veneto. 

Nel corso della sessione pomeridiana dell'udienza è stato escusso un commissario di polizia che ha riferito su alcune intercettazioni indicando quelle di maggiore interesse probatorio. Si torna in aula fra due settimane. Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Giuseppe Brollo, Stellato, Antonio Forza, Stefania Pattarello e Gentilini. 

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