Casalesi in Veneto, nodo periti per 'tradurre' le intercettazioni

Il tribunale dovrà sciogliere la riserva sull'istanza presentata dai difensori

Il processo nell'aula bunker al tribunale di Venezia

Si torna in aula con il nodo delle intercettazioni telefoniche. Riparte il processo al gruppo dei Casalesi guidato dal boss Luciano Donadio che hanno ramificato i propri interessi nel Nord Est, in particolare in Veneto. 

Nella prossima udienza i giudici del tribunale di Venezia dovranno decidere sulla nomina di un perito "traduttore" che sia in grado non solo di trascrivere le intercettazioni telefoniche ma anche di 'renderle in italiano', come chiesto dai difensori degli imputati. Istanza a cui non si sono opposti i pm Terzo e Baccaglini e su cui il tribunale si era riservato. 

Nelle intercettazioni telefoniche ed ambientali molti degli indagati parlano in dialetto, circostanza che rende difficile la comprensione a chi è chiamato a dover giudicare. 

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