Cronaca

Casalesi in Veneto, i figli pentiti dei boss testimoni con Zaia e Lamorgese

Oltre 400 testi citati tra Procura e difese. Nicola Schiavone e Raffaele Bidognetti chiamati da Buonanno in aula

Tra i testimoni della difesa anche Nicola Schiavone

Sono oltre 400 i testimoni nel maxi processo sulle infiltrazioni del clan dei Casalesi in Veneto e non mancano nomi eccellenti. Ai circa 300 testimoni citati dalla Procura si aggiungono quelli delle difese tra cui il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, prefetto a Venezia tra il 2010 e 2012, il governatore Luca Zaia, entrambi citati dai difensori del boss Luciano Donadio, o, ancora, Nicola Schiavone e Raffele Bidognetti, figli oggi pentiti dei capi Francesco Sandokan e Cicciotto 'e Mezzanotte, citati dalla difesa di Raffaele Buonanno, rappresentata dall'avvocato Giuseppe Brollo. 

Insomma, un processo che si preannuncia lungo e ricco di spunti interessanti. Il processo è iniziato nelle scorse settimane nell'aula bunker del tribunale di Venezia dinanzi al presidente Stefano Manduzio. Nel corso dell'ultima udienza sono stati escussi i testimoni di reato connesso che sono stati giudicati con abbreviato. Tra questi l'ex poliziotto Moreno Pasqual accusato di essere un informatore del boss Donadio; Fabrizio Formica che ha ammesso di aver emesso fatture false e di aver preso ad un'azione intimidatoria; ed Ennio Cescon, che si rivolse a Donadio per riscuotere un credito. 

Si tornerà in aula a metà luglio per sentire altri tre coindagati: Puoti, Confuorto e Pizzo. Nel corso dell'udienza verrà conferito incarico ai periti che dovranno trascrivere un decennio di intercettazioni telefoniche ed ambientali. 

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