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Casalesi in Veneto, auto bruciata al candidato dopo la denuncia durante il comizio

Burato sentito in aula nel corso del processo alla camorra di Eraclea

La cellula del clan dei Casalesi guidata da Luciano Donadio aveva infiltrato il Nord Est, ed in particolare la zona di Eraclea, anche attraverso l'ingerenza nelle elezioni comunali, ed in particolare nel sostegno al candidato sindaco Graziano Teso (già condannato con il rito abbreviato).

Nel corso dell'ultima udienza, celebrata nell'aula bunker del tribunale di Venezia, è stato escusso Adriano Burato che nel 2007 sosteneva la lista di centrodestra - vicina ad AN - che sfidò proprio Teso. Fu Burato a denunciare in un pubblico comizio i legami tra Teso con gli imprenditori Graziano Poles e Luciano Donadio, appunto. Dopo quel comizio al candidato venne bruciata la macchina. 

Burato ha ripercorso la vicenda spiegando come avesse chiesto l'intervento dell'esercito contro la criminalità presente sul territorio, non solo quella presunta organizzata, ma quella comune dedita a furti nelle abitazioni. Insomma, il contesto di quella denuncia fu quello di una richiesta di maggiore sicurezza per il territorio. Burato ha anche riferito di essersi rivolto anche lui all'imprenditore Poles per i voti e che quella era una pratica comune a molti candidati alle elezioni amministrative di Eraclea. Fatto sta che in un'intercettazione Poles, commentando la vittoria di Teso, disse: "E' tornato il nostro sindaco". 

Si torna in aula giovedì con altri testimoni. Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Giuseppe Brollo, Stellato, Antonio Forza, Stefania Pattarello e Gentilini.

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