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Cronaca Casal di Principe

Le accuse di Schiavone al suo padrino: “Un facilitatore come Bisignani. MI ha regalato 20mila euro per il matrimonio”

Il figlio di Sandokan ha raccontato ai magistrati il ruolo dell’imprenditore suo omonimo finito in manette per gli appalti delle Ferrovie

Un uomo “leale nei confronti della famiglia Schiavone”. Uno “zio” che, quando è stato necessario, “è venuto personalmente presso la mia abitazione ed ha provveduto materialmente a quanto gli veniva chiesto di fare”. Sono le parole che Nicola Schiavone, figlio del capoclan dei Casalesi Francesco Sandokan, ha utilizzato davanti ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia per ricostruire il profilo dell’imprenditore, suo omonimo, Nicola Schiavone, finito in manette all’alba di martedì nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti ottenuti dalle Ferrovie.

“La crescita economica e sociale dei fratelli Nicola e Vincenzo Schiavone è senza dubbio legata agli aiuti ed al sostegno iniziale che mio padre prima direttamente nei confronti di Nicola e successivamente mio zio Walter nei confronti di Vincenzo detto Enzuccio ‘o trick hanno fornito loro” ha spiegato ai magistrati il collaboratore di giustizia. “Negli anni settanta - racconta - mio padre e Raffaele Diana gestivano in prima persona, con un piccolo escavatore, gli scavi per la posa in opera dei cavi telefonici. Quando, nell’ambito dell’organizzazione, si decise che i malavitosi non potessero gestire in prima persona le attività di impresa, poiché in tal modo avrebbero agito prevalentemente nell’interesse loro e della loro azienda, mio padre cedette integralmente tale attività al suo amico di sempre, Nicola Schiavone, al quale era tra l’altro legato da un vincolo di parentela”.

Schiavone jr non manca di marcare il ruolo che si era costruito il suo omonimo. “Se dovessi offrirvi un esempio, per farvi comprendere di che tipo di personaggio stiamo parlando, potrei paragonarlo a Luigi Bisignani, ovvero un importante faccendiere, un facilitatore, che si è speso negli anni, nell’interesse della sua famiglia e di suo fratello, senza mai tralasciare di ripagare la mia famiglia che gli ha fornito le basi. A tal proposito posso senz’altro dire che, oltre alle occasioni importanti come i matrimoni o i battesimi della famiglia ai quali ha sempre preso parte, sia personalmente o mandando la moglie o uno dei figli. Ricordo, in particolare, che in occasione del mio matrimonio mi regalò la somma di 20mila euro in contanti. E si prodigò prendendo contatti coi titolari del locale dove famammo il ricevimento a Napoli”.

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