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Cronaca Casaluce

Casalesi nell’area Pip: dopo 10 anni cadono tutte le accuse

Sei prosciolti dai giudici tra assoluzioni e prescrizioni. Atti di nuovo in Procura per 2 imputati

Sei prosciolti, tra assoluzioni e prescrizioni. Il giudice dispone l'invio degli atti in procura per un supplemento delle indagini nei confronti di due imputati. Questa la decisione del collegio presieduto dal giudice Loredana Di Girolamo del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nel processo sulle presunte infiltrazioni del clan dei Casalesi nella realizzazione dell'area pip di Casaluce, in particolare sulle concessioni irregolari per favorire imprese ritenute dalla Dda vicine alla camorra.

I giudici hanno assolto Gennaro Messina e Giuseppe Di Martino. Per il primo il reato contestato sarebbe stato commesso fino al 1999 e già giudicato. Per questo il collegio ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura per accertare eventuali condotte delittuose successive. Stesso dicasi per Di Martino per il quale il reato contestato è diverso da come descritto nel decreto che dispone il giudizio. Anche per lui la Procura dovrà effettuare ulteriori accertamenti. Assolti, invece, l'ex segretaria comunale Cinzia Lettera ed Andrea Sabatino, entrambi perché il fatto non sussiste.

Sentenza di non luogo a procedere per Vincenzo Viola e l'imprenditore Ciro Grassia (per il quale la procura aveva invocato 8 anni), accusati di spaccio di droga, con le cessioni di cocaina che sarebbero avvenute in una comunità terapeutica. Per entrambi la condotta è stata ritenuta di lieve entità con le imputazioni che sono quindi cadute in prescrizione.

Infine, i giudici hanno dichiarato sentenza di non luogo a procedere per la morte dell'imputato nei confronti dell'ex sindaco di Casaluce Antonio Proto Fedele e Sabato Mottola. Nel collegio difensivo sono stati impegnati gli avvocati Giovanni Cantelli, Claudio Aronne, Paolo Di Paolo e Raffaele Russo.

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