Pentito svela la 'strategia del clan': "Bloccavamo gli imprenditori di Zagaria in cambio del 10% dell'appalto"

Il pentito Panaro: "Pezzella pagava dal 3 al 5% sui cantieri, ma la percentuale saliva se ci chiedeva un aiuto per vincere le gare"

Il collaboratore di giustizia Nicola Panaro

“Pezzella si aggiudicava molti appalti, prevalentemente pubblici, grazie a sue entrature particolari di tipo corruttivo presso alcuni enti pubblici casertani fra cui in particolare la Provincia di Caserta”. E’ uno stralcio di una deposizione resa ai magistrati della Dda dal collaboratore di giustizia Nicola Panaro e contenuta negli atti dell’ordinanza di custodia cautelare a carico dell’imprenditore di Casal di Principe Raffaele Pezzella, arrestato insieme con Tullio Iorio per gli appalti ottenuti, secondo l’accusa, con l’appoggio del clan dei Casalesi.

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Tra i collaboratori che puntano il dito contro i due imprenditori, oltre Nicola Schiavone, Antonio Iovine e Massimiliano Caterino, c’è anche Nicola Panaro. Che ai magistrati racconta: “Pezzella ci cominciava in anticipo l’esito della gara che poi effettivamente si aggiudicava. In questi casi egli si portava spontaneamente dal suo diretto referente per corrispondergli la quota oscillante tra il 3 ed il 5% dell’intero importo dei lavori. In altre occasioni, invece, Pezzella aveva chiesto il nostro sostegno per intervenire direttamente presso Michele Zagaria o Antonio Iovine al fine di far loro sapere che un determinato appalto, spesso di grosso importo, gli interessasse particolarmente. In questi casi, noi del clan intervenivamo in suo favore facendo sapere a Zagaria e Iovine che i loro imprenditori, ossia quelli a loro collegati, dovevano desistere dal partecipare a quegli incanti oppure partecipare calibrando l’offerta. In altre parole l’appalto veniva da noi pilotato a favore di Pezzella. Quando ciò accadeva la percentuale che Pezzella ci corrispondeva era pari al 10% dell’importo dei lavori”.

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