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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca Casal di Principe

Imprenditori collusi ed acquisti di società fallite: i Casalesi conquistano l'Italia

Il clan presente in Emilia, Toscana, Molise, Lazio, Lombardia e Veneto attraverso una rete di imprese infiltrate

Una vera e propria spartizione con aree di influenza ben individuate e sotto l'egemonia del cartello del clan dei Casalesi. E' lo spaccato che emerge dalla relazione del primo semestre della Direzione Investigativa Antimafia che sottolinea gli affari dei clan di Casal di Principe anche in altre regioni, soprattutto Emilia Romagna, Toscana e basso Lazio ma anche in Lombardia e Veneto.

CAMORRA IN EMILIA ROMAGNA

I Casalesi sono presenti soprattutto nella provincia di Modena, con diramazioni nelle province di Ferrara, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini e Parma. In quest’ultima provincia, inoltre, è stata nel passato documentata la presenza di elementi riferibili al clan Sarno di Napoli, attualmente in difficoltà operativa a causa delle scelte collaborative operate da elementi di vertice. A Forlì-Cesena, si segnalano presenze di soggetti legati alle famiglie Nuvoletta di Marano di Napoli e Acerra di Pomigliano d’Arco mentre a Rimini, oltre ai Casalesi, sono presenti elementi legati ai clan napoletani Verde, Vallefuoco, Stolder e D'Alessandro.

TOSCANA

Le organizzazioni camorristiche sono presenti in maniera eterogenea anche in Toscana, con insediamenti rilevanti in Versilia e nella provincia di Prato. A fattor comune, si percepisce come la camorra - pur non mancando di manifestare la propria presenza attraverso le estorsioni - miri a mantenere un profilo basso, senza il ricorso ad eclatanti azioni criminose.

Dalle indagini emerge come imprenditori contigui ai clan, e da tempo trasferitisi nella Regione, fungerebbero da canali per veicolare le richieste di tangenti, provenienti dai vertici dei clan di riferimento, agli imprenditori toscani. I mafiosi-imprenditori si presterebbero ad ospitare ed assistere gli affiliati in Toscana, garantendo loro anche un impiego fittizio, nonché a ricercare imprese, disponibili a partecipare a gare per l’esecuzione di lavori per conto del sodalizio ricevendo, in cambio, “vantaggi” rispetto ad altri concorrenti del settore.

MOLISE

Per il Molise non possiamo parlare di una vera e propria infiltrazione anche se è da considerarsi una zona a rischio per la sua vicinanza alle zone del Sannio-Matese, aree di influenza del clan dei Casalesi. Esse si presterebbero come luogo d’espansione per il mercato degli stupefacenti e il riciclaggio ma anche come rifugio per latitanti.

I CAPITALI

Ad avviso della Dia la notevole disponibilità di capitali di provenienza illecita, potrebbe rafforzare la tendenza di imprese, solo apparentemente legittime, ad operare senza i vincoli imposti dalle regole di mercato, contribuendo ad indebolire le aziende legali, strette, così, dalla necessità di ricorrere a prestiti usurai, in un percorso che vede, quale ultimo step, l’acquisizione delle aziende stesse da parte dei clan. Allo stesso modo, la migrazione di “imprenditori” mafiosi in altre aree del Paese potrebbe generare un’ulteriore contaminazione dell’economia sana.

Non è, poi, affatto infrequente che siano gli stessi imprenditori a cercare accordi con i clan, per aumentare il loro volume di affari. Allo stesso modo, appare in espansione l’interesse della camorra per la gestione del gioco e delle scommesse illegali, ambito in cui, negli anni, essa ha affinato le tecniche fraudolente: dall’attivazione di apparecchi clandestini, le cosche sono passate ad operare direttamente sulla rete del gioco legale, alterando, ad esempio, i sistemi telematici destinati a monitorare l’ammontare delle giocate.

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