Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Gli appalti della camorra, Misso dai Belforte per 'raccomandare' l'imprenditore dei Casalesi

Il retroscena svelato dal collaboratore di giustizia: "Intervenni per evitare che i Mazzacane bloccassero i lavori"

Giuseppe Misso

Non solo gli appalti. Essere un imprenditore del clan dei Casalesi significava godere anche di "protezione" quando il lavoro pubblico veniva effettuato 'fuori' dalla zona di competenza del sodalizio camorristico. 

Uno scenario delineato dal collaboratore di giustizia Giuseppe Misso che ha raccontato di un intervento dei Casalesi per intercedere con i Belforte ed evitare che venisse bloccato il cantiere a Marcianise affidato a Raffaele Pezzella, l'imprenditore di Casal di Principe arrestato a seguito di un'indagine della Dda. "Ricordo - dice Misso - di essere intervenuto personalmente per una situazione che riguardava Pezzella che stava effettuando lavori nella zona di Marcianise e quindi di influenza dei Belforte. Parliamo del 2002/2003".

Misso venne a sapere che "Pezzella doveva fare dei lavori, si trattava di lavori pubblici per due o tre milioni di euro che consistevano i fogne o marciapiedi o manto stradale a Marcianise". Così si decise di intervenire "per evitare che Pezzella fosse bloccato". 

Secondo Misso l'intervento del clan "si fondava sul fatto che Pezzella rientrava nella categoria degli imprenditori 'amici del clan' per i quali noi ci spendevamo raccomandandoli presso altri clan quando dovevano lavorare nelle zone di influenza di questi ultimi".

Così Misso intervenne personalmente presso i Belforte. "Mi incontrai con Froncillo al quale dissi che Pezzella era nostro amico. Per cui l'imprenditore avrebbe regolato con noi il dovuto e noi casalesi avremmo inviato ai Belforte somme di denaro con cadenza mensile".

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