Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Casa delle figlie del ras nel fallimento dell'impresa, busta con proiettile a curatore

La vicenda al centro dell'udienza a carico della cellula del clan dei Casalesi attiva in Veneto

L'acquisto di due appartamenti, il fallimento dell'impresa di costruzioni ed una busta con un proiettile recapitata al curatore fallimentare che gestiva la pratica "scottante". E' questa la sequenza di eventi protagonista dell'udienza celebrata nell'aula bunker del tribunale di Venezia a carico della presunta cellula del clan dei Casalesi attiva nel Nord Est, ed in particolare nella zona di Eraclea. 

A riferirlo è stato lo stesso professionista, chiamato sul banco dei testimoni. Secondo quanto ricostruito, Raffaele Buonanno - ritenuto essere un elemento di vertice della cupola veneta guidata da Luciano Donadio - avrebbe acquistato due appartamenti per le figlie versando circa 200mila euro in assegni. Dopo il fallimento della ditta di costruzioni la "caparra" viene ammessa al credito ma non in privilegio con Buonanno che riceve indietro circa 5mila euro. 

Buonanno si rivolse al curatore, cercando di impedire la vendita della casa. "Tutti sanno chi sono, nessuno la comprerà", gli avrebbe riferito. Per essere più convincente - è questa la tesi degli inquirenti - avrebbe inviato al professionista due buste, contenenti rispettivamente polvere da sparo ed un proiettile. Inoltre, avrebbe anche cercato di fare pressioni su un commercialista dove era in programma l'asta per l'acquisto degli immobili (poi effettivamente andata a buon fine).

Nel corso dell'udienza è stata poi ricostruita anche la galassia imprenditoriale di Graziano Poles, imprenditore ritenuto vicino a Donadio, grazie alla testimonianza della sua segretaria che ha messo mano alle scritture contabili. Escusso in mattinata, infine, anche il collaboratore di giustizia Raffaele Piccolo che ha genericamente parlato della struttura del clan dei Casalesi. 

Si torna in aula la prossima settimana quando verrà sentito, tra gli altri, Roberto Vargas, elemento di spicco del clan ed oggi collaboratore di giustizia. Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Giuseppe Brollo, Stellato, Antonio Forza, Stefania Pattarello e Gentilini. 

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