Cartelloni pubblicitari in odore di camorra, in 5 chiedono il patteggiamento

Rito abbreviato per il collaboratore di giustizia Mario Iavarazzo

Sono cinque le richieste di patteggiamento incardinate oggi al tribunale di Napoli, davanti al giudice per le udienze preliminari Visco, per l’inchiesta sui ‘cartelloni pubblicitari’ in odore di camorra. Hanno avanzato richiesta di pena concordata, col parere del pubblico ministero della Dda Fabrizio Vanorio, 5 imputati: Michele Iavarazzo, Luigi Drappello, Domenico Ferraro, Gennaro Esposito e Nicola Sabatino. Per tutti la richiesta di condanna prevede la pena sospesa. In fase di valutazione la posizione di un altro paio di imputati che potrebbero scegliere la stessa strada. Il rito abbreviato è stato scelto, invece, da Mario Iavarazzo, da qualche mese diventato collaboratore di giustizia. Per gli altri imputati, tra cui Armando Aprile, invece, è stato incardinato il rito ordinario. L’udienza è stata poi aggiornata a metà giugno.

Complessivamente sono 18 le persone, tutte residenti tra Casal di Principe, Villa Literno, Sant’Arpino, San Marcellino Trentola Ducenta, Succivo, oltre che nelle province di Napoli e Roma, sulle quali la Dda ha acceso i propri fari scoprendo che Mario Iavarazzo, dopo la sua scarcerazione, aveva ripreso ad operare nel settore della pubblicità con la collaborazione dei fratelli Francesco e Michele Iavarazzo, e di Gennaro Esposito, loro collaboratore, e con il contributo di Armando Aprile, imprenditore nel settore delle affissioni pubblicitarie che avrebbe messo a disposizione le risorse e le strutture della SPM srl. In questo modo sarebbe proseguito il business che si avvaleva dell'intimidazione dei concorrenti, quando necessario, e dell'utilizzo di prestanome a cui sarebbero state intestate le società, di fatto gestite in maniera occulta da Iavarazzo. In particolare, secondo la Dda, Iavarazzo avrebbe intestato al fratello Francesco e ad altri prestanome le quote societarie della Publione di Casal di Principe. Successivamente avrebbe intestato a Nicola Sabatino le quote della Adv Comunication, società attiva sempre nel settore della pubblicità con sede a Casal di Principe (negli stessi uffici della Publione) costituita nel 2014. In questo modo anche i clienti della Publione transitavano all'Adv Comunication formalmente di Sabatino. Tra questi c'era anche la Cis Meridionale, società che gestisce il centro commerciale Jambo in amministrazione giudiziaria per pregresse infiltrazioni del clan guidato da Michele Zagaria, da cui, con la complicità dei dipendenti Giuseppe Lista e Lucia Grassia, Iavarazzo avrebbe ottenuto la proroga, per l'anno 2016, dei contratti pubblicitari, già stipulati con la Publione, con l'Adv Comunication. Così sarebbero stati evitati i controlli da parte dell'amministrazione giudiziaria del Jambo sulla prosecuzione dei rapporti con la Publione degli Iavarazzo.

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Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Fabio Della Corte, Mario Griffo, Giuseppe Stellato, Fulvio Fiorillo, Carlo De Stavola, Massimo D’Errico, Francesco Ianniello, Raffaele Vanacore.

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