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Cronaca Casal di Principe

Cartelloni dei Casalesi, le dichiarazioni dei pentiti nel fascicolo dei giudici

Acquisiti i verbali di Restina e Panaro: "Ero socio occulto di Iavarazzo"

Acquisiti i verbali dei collaboratori di giustizia Generoso Restina e Nicola Panaro nel processo per il monopolio del clan dei Casalesi nel settore della cartellonistica stradale. E' quanto accaduto nel corso dell'ultima udienza del processo a carico di 8 persone coinvolte nella maxi inchiesta che aveva come fulcro Mario Iavarazzo, poi divenuto collaboratore di giustizia e condannato con rito abbreviato. 

Nel corso dell'udienza, celebrata dinanzi al collegio presieduto dal giudice Marro di Napoli Nord, su accordo delle parti sono stati acquisiti i verbali di alcuni collaboratori di giustizia tra cui Nicola Panaro e Generoso Restina. Di particolare interesse, almeno per la Dda, le dichiarazioni proprio di Panaro che aveva evidenziato: "Iavarazzo si è dedicato ad influire nel settore della cartellonistica pubblicitaria, attività anch’essa fonte di cospicui profitti, dove noi del clan avevamo un interesse alla gestione diretta per questi motivi, e non volevamo limitarci alle sole estorsioni. Preciso altresì che proprio io in prima persona, entrai in società con Iavarazzo, ovviamente come socio occulto, allorché costui aprì l’attività della cartellonistica". La Dda, invece, si è riservata se depositare o meno le dichiarazioni di un altro collaboratore, Raffaele Maiello che aveva parlato del riciclaggio dei soldi dei Casalesi proprio nel settore della cartellonistica gestito da Iavarazzo. Si torna in aula a gennaio.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti Mario Iavarazzo, dopo la sua scarcerazione, avrebbe ripreso ad operare nel settore della pubblicità con la collaborazione dei fratelli e con il contributo di Armando Aprile, imprenditore nel settore delle affissioni pubblicitarie che avrebbe messo a disposizione le risorse e le strutture della SPM srl. In questo modo sarebbe proseguito il business che si avvaleva dell'intimidazione dei concorrenti, quando necessario, e dell'utilizzo di prestanome a cui sarebbero state intestate le società, di fatto gestite in maniera occulta da Iavarazzo. Il collaboratore di giustizia Iavarazzo ha anche parlato di un sistema di corruzione dei dipendenti Anas utilizzato per far chiudere un occhio ed evitare controlli sulla regolarità delle tabelle.

Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Mario Griffo, Carlo De Stavola, Elisabetta Carfora, Giuseppe Stellato, Massimo D'Errico, Giuseppe Laudando e Francesco Ianniello.

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