Cartelloni della camorra, 8 rinviati a processo

Il giudice dispone il giudizio per Aprile ed altri. Il pentito Iavarazzo in abbreviato

Prenderà il via a metà settembre dinanzi ai giudici di Napoli Nord il processo per la gestione dei cartelloni pubblicitari da parte del clan dei Casalesi. 

Il gup Visco ha disposto il processo a carico di Armando Aprile, Francesco Iavarazzo, Pasquale Iavarazzo, Quieta D'Angelo, Lucia Grassia, Raffaele Letizia, Giuseppe Lista, Angelo Pellecchia. Si decideranno, invece, a metà luglio le sorti di altri imputati che hanno optato per riti alternativi. Tra questi Mario Iavarazzo, fulcro dell'inchiesa e divenuto collaboratore di giustizia, che procederà con rito abbreviato. Le altre persone coinvolte, invece, patteggeranno la pena sempre nell'udienza fissata a metà luglio. Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Mario Griffo, Fabio Della Corte, Carlo De Stavola, Elisabetta Carfora, Giuseppe Stellato, Massimo D'Errico, Giuseppe Laudando e Francesco Ianniello. 

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti Mario Iavarazzo, dopo la sua scarcerazione aveva ripreso ad operare nel settore della pubblicità con la collaborazione dei fratelli Francesco e Michele Iavarazzo, e di Gennaro Esposito, loro collaboratore, e con il contributo di Armando Aprile, imprenditore nel settore delle affissioni pubblicitarie che avrebbe messo a disposizione le risorse e le strutture della SPM srl. In questo modo sarebbe proseguito il business che si avvaleva dell'intimidazione dei concorrenti, quando necessario, e dell'utilizzo di prestanome a cui sarebbero state intestate le società, di fatto gestite in maniera occulta da Iavarazzo.

In particolare, secondo gli inquirenti della Dda, Iavarazzo avrebbe intestato al fratello Francesco e ad altri prestanome le quote societarie della Publione di Casal di Principe. Successivamente avrebbe intestato a Nicola Sabatino le quote della Adv Comunication, società attiva sempre nel settore della pubblicità con sede a Casal di Principe (negli stessi uffici della Publione) costituita nel 2014.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In questo modo anche i clienti della Publione transitavano all'Adv Comunication formalmente di Sabatino. Tra questi c'era anche la Cis Meridionale, società che gestisce il centro commerciale Jambo in amministrazione giudiziaria per pregresse infiltrazioni del clan guidato da Michele Zagaria, da cui, con la complicità dei dipendenti Giuseppe Lista e Lucia Grassia, Iavarazzo avrebbe ottenuto la proroga, per l'anno 2016, dei contratti pubblicitari, già stipulati con la Publione, con l'Adv Comunication. Così sarebbero stati evitati i controlli da parte dell'amministrazione giudiziaria del Jambo sulla prosecuzione dei rapporti con la Publione degli Iavarazzo.  

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coprifuoco in Campania, De Luca firma l'ordinanza. Tutti a casa dopo le 23 per 20 giorni

  • Il contagio dilaga nel casertano: 4 morti e 576 nuovi casi. Positivo un tampone su 3

  • Troppi contagi: "Marcianise sarà dichiarata zona rossa"

  • De Luca firma un'altra ordinanza dopo il DPCM di Conte: aperti solo nido e asili, Elementari e Medie con la Dad

  • Coronavirus, 318 nuovi casi nel casertano: positivo il 20% dei tamponi

  • Muore un altro paziente che aveva contratto il virus nel casertano

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
CasertaNews è in caricamento