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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Cronaca Castel Volturno

Cartella clinica 'manomessa' dopo la morte di Francesca: atti nel fascicolo del giudice

Ammessa la testimonianza del consulente Ricci mentre è scontro sulle autorizzazioni per le intercettazioni

La cartella clinica di Francesca Oliva, la 29enne di Gricignano d'Aversa, deceduta nel 2014 alla clinica Pineta Grande di Castel Volturno mentre portava 3 gemelli in grembo (una sola sopravvisse), entra nel fascicolo del giudice Norma Cardullo dinanzi alla quale sono a processo medici, tecnici e il patron della struttura sanitaria.

Il pubblico ministero Gerardina Cozzolino ha proceduto al deposito della cartella clinica complessiva, dell'elenco completo delle intercettazioni con annessi decreti autorizzativi, il decreto di sequestro, e il verbale dell'udienza del processo per omicidio colposo in cui venne contestata la falsa testimonianza al medico Stefano Palmieri, tra gli imputati nel processo. La difesa del patron della clinica, Vincenzo Schiavone, rappresentata in aula dall'avvocato Claudio Sgambato, ha eccepito il difetto dei presupposti per i quali poteva essere disposta l'attività di intercettazione. Un'eccezione su cui il giudice si è riservato. 

Il giudice Cardullo, sciogliendo la riserva sulle precedenti riserve, ha ritenuto utilizzabile l'attivitò svolta dai consulenti sulla cartella informatica e ammesso la testimonianza del consulente Ricci, autore, infatti, del sistema Argos e socio della società Dedalus, produttrice proprio del sistema Argos per la gestione delle cartelle cliniche telematiche alla clinica Pineta Grande. Si torna in aula a fine mese. 

Sotto processo sono finiti il patron della clinica Vincenzo Schiavone, i medici Stefano Palmieri, Gabriele Vallefuoco e Giuseppe Delle Donne e due tecnici. Secondo l'accusa, gli imputati avrebbero manomesso la cartella clinica dopo il decesso di Francesca, avvenuto il 24 maggio del 2014. Prima avrebbero cancellato le parole "malessere generale" annotate in cartella  il 23 maggio dal collega Renato Bembo e la prescrizione del farmaco Unasyn (poi inserito nuovamente dopo la morte e retrodatato alla data del ricovero). Poi avrebbero compilato le note del ricovero dopo la morte della paziente aggiungendo le parole: "gravidanza indotta con Fivet paziente sottoposta a cerchiaggio, esibisce esami che evidenziano leucocitosi, neutrofilia praticato in ecografia". Due ore dopo il decesso di Francesca, inoltre, sarebbero state aggiunte anche parole alla visita ostetrica effettuata il 22 maggio: "all'atto non si apprezzano perdite atipiche". 

I familiari di Francesca si sono costituiti parte civile con l'avvocato Raffaele Costanzo mentre il medico Renato Bembo, che per l'alterazione della cartella clinica ha subito un processo per omicidio colposo, venendo poi assolto, si è costituito con l'avvocato Lara Vastarella. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Giuseppe Stellato, Claudio Sgambato, Laura Serpico, Raffaele Vanacore, Gianfranco Antonelli, Luigi Vallefuoco e Paolo Maria di Napoli. 

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