Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Castel Volturno

Cartella clinica manomessa, il consulente: "Le condizioni di Francesca sono state falsificate"

Il perito conferma le accuse a carico degli imputati anche sulla somministrazione di un antibiotico

Le condizioni di Francesca Oliva sarebbero state artatamente falsificate. Lo ha confermato il consulente della procura nel corso dell'udienza celebrata dinanzi al giudice Norma Cardullo, del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sulla manomissione della cartella clinica della giovane madre di Gricignano d'Aversa, morta a 29 anni alla clinica Pineta Grande di Castel Volturno mentre portava in grembo 3 gemelli, di cui solo una sopravvissuta. 

Il consulente nel rispondere alle domande del pubblico ministero Gerardina Cozzolino e delle difese, sia di parte civile sia degli imputati, ha confermato le sue conclusioni, riportate nella sua relazione, riguardanti la manomissione della cartella clinica sul sistema informatico 'Argo' e sulla somministrazione di un antibiotico, l'Unasyn, nonché sulle condizioni generali della paziente poi deceduta. Si torna in aula a metà settembre. 

Sotto processo ci sono il patron della clinica Vincenzo Schiavone, i medici Stefano Palmieri, Gabriele Vallefuoco e Giuseppe Delle Donne e due tecnici. I familiari di Francesca si sono costituiti parte civile con l'avvocato Raffaele Costanzo mentre il medico Renato Bembo, che per l'alterazione della cartella clinica ha subito un processo per omicidio colposo, venendo poi assolto, si è costituito con l'avvocato Lara Vastarella. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Giuseppe Stellato, Claudio Sgambato, Laura Serpico, Raffaele Vanacore, Gianfranco Antonelli, Luigi Vallefuoco e Paolo Maria di Napoli.

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