Cronaca

Torture in carcere, la Procura chiede nuovi arresti. Il ministro: “Non avrei voluto vedere quelle scene”

Lamorgese inaugura la mostra su Maradona a Trentola. Il gip: “Non è stato un incidente di percorso”

“Le immagini sul carcere di Santa Maria Capua Vetere non avrei mai voluto vederle". Sono le parole del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese presente questa mattina al centro commerciale Jambo di Trentola Ducenta per l'inaugurazione della mostra fotografica dedicata a Diego Armando Maradona."Su questa vicenda - ha aggiunto il ministro - le indagini della magistratura faranno il proprio corso, però bisogna anche dire che non possiamo criminalizzare un intero corpo della Polizia Penitenziaria sulla base di alcune persone”.

Il gip: “Non è stato incidente di percorso”

Intanto dagli atti dell’ordinanza emerge una ricostruzione preoccupante. Il gip Sergio Enea sottolinea che, con tutta probabilità, la violenza nel carcere casertano di Santa Maria Capua Vetere non fu "un mero incidente di percorso", ma "una costante nel rapporto tra gli indagati e i detenuti". Il provvedimento firmato dal giudice ha riguardato 52 esponenti della polizia penitenziaria (ad ogni livello), mentre la Procura ha posto sotto inchiesta, complessivamente 117 persone. Proprio per questo pensiero il gip ha evidenziato "il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove”.

La Procura presenta ricorso per nuovi arresti

La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, nel frattempo, secondo quanto riporta l’Ansa, ha presentato appello al Riesame contro la decisione del Gip di respingere alcune richieste di misure cautelari, come quella inflitta al provveditore regionale alle carceri Antonio Fullone, sospeso dal servizio perché accusato di depistaggio e favoreggiamento, per il quale erano stati chiesti i domiciliari.

"Clima da caccia alle streghe"

“Il clima di autentica caccia alle streghe che si è creato da troppi giorni intorno al personale di Polizia Penitenziaria impone a tutti, noi per primi lo facciamo, ad abbassare i toni, consentendo alla magistratura di svolgere il proprio lavoro e affrontando con serenità, con i tempi e gli strumenti necessari tutti i problemi di chi è detenuto e di chi lavora nelle carceri italiane”. Lo afferma il segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo per il quale “troppi episodi nelle ultime ore, diffusi a macchia di leopardo sull’intero territorio nazionale contro il personale penitenziario, lasciano presagire che se non si interrompe subito la “campagna di odio”, alimentata ad arte, potrebbe accadere qualcosa di grave fuori e dentro le carceri.

Detenuti trasferiti anche a 600 km di distanza

"Il clima nel carcere di Santa Maria Capua Vetere è leggermente più disteso, ma i detenuti sono ancora spaventati". Lo ha dichiarato Emanuela Belcuore, garante dei detenuti della provincia di Caserta, che oggi ha incontrato la stampa insieme al garante regionale della Campania Samuele Ciambriello e al garante provinciale di Napoli Pietro Ioia. Belcuore si è recata domenica al carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove sono avvenute le violenze oggetto dell'indagine della Procura sammaritana culminata, lunedì scorso, nell'esecuzione di 52 misure cautelari nei confronti di altrettanti appartenenti al corpo di Polizia penitenziaria. "I detenuti sono ancora spaventati - ha spiegato Belcuore - stanno trasferendo decine di reclusi soprattutto del reparto Nilo, ma anche di altri reparti, anche a 600 km di distanza. Le famiglie sono preoccupate". Belcuore ha raccontato dei suoi primi incontri con i detenuti dopo la sua nomina a garante provinciale, a giugno 2020: "Alcuni detenuti erano senza denti e avevano ancora tumefazioni anche un mese e mezzo dopo quella che la magistratura ha definito 'mattanza'. Faccio i complimenti alla magistratura per la celerità delle indagini".

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