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Il carcere di Santa Maria Capua Vetere

Il carcere di Santa Maria Capua Vetere

Blitz nelle celle, trovate spranghe ed olio bollente. Tensione in carcere

Perquisizione a sorpresa nel reparto Nilo del penitenziario di Santa Maria Capua Vetere dopo i tumulti. Tensioni tra agenti e detenuti

Spranghe, olio, bacinelle per farlo bollire ed altri oggetti contundenti. E' quanto hanno rinvenuto nella serata di lunedì gli agenti della polizia penitenziaria nel carcere di Santa Maria Capua Vetere dove non si fermano le tensioni tra agenti e detenuti dopo i tumulti di domenica 5 aprile.

Durante una perquisizione straordinaria disposta dall'amministrazione penitenziaria in conseguenza dei tumulti, gli animi si sono surriscaldati (si registra qualche contuso) quando nel corso delle ispezioni nelle celle delle sezioni del reparto Nilo (che ospita circa 400 persone) sono stati trovati e sequestrati spranghe ricavate dalle brande, bacinelle piene d'olio (come quello usato domenica per minacciare la polizia penitenziaria, ndr), numerosi pentolini per farlo bollire, e altri oggetti contundenti.

Nell'istituto del Casertano, dove è stato rilevato il primo caso in Campania di positività al coronavirus in un detenuto, sono entrati in azione circa 150 agenti del Nucleo Pronto Intervento della Polizia Penitenziaria, istituito dall'amministrazione penitenziaria regionale, proveniente da Napoli, in aggiunta agli 80 agenti normalmente in servizio.

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