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La decisione dei giudici

La decisione dei giudici

Dal carcere alla sagrestia, l'esattore del clan ai servizi sociali

Argenziano dimostra di voler cambiare vita: "Mi vergogno per quello che ho fatto. Ora voglio essere solo un padre"

Affidamento ai servizi sociali per Francesco Argenziano, 43 anni di Caserta, condannato per estorsione ai danni di alcuni imprenditori insieme ai familiari del boss ergastolano dei Belforte Filippo Petruolo.

E' quanto hanno deciso i giudici del tribunale di Sorveglianza di Venezia (si trova detenuto al carcere di Rovigo) che hanno accolto il ricorso del difensore, l'avvocato Nello Sgambato, concedendo il beneficio dell'affidamento in prova che svolgerà presso la parrocchia di San Michele Arcangelo a Casagiove, dove si occuperà per 8 ore al giorno di manutenzione ed attività di segreteria. 

I giudici hanno sottolineato i mancati legami attuali con la criminalità ed anche il venir meno delle ragioni che avevano portato Argenziano a delinquere tra cui "la necessità di far fronte alla propria condizione economica caratterizzata da numerosi debiti", in particolare per acquistare stupefacenti. Attualmente, però, dopo un percorso di riabilitazione è cambiato provando "vergogna per i reati commessi" mentre oggi vuole fare solo il padre. Per questo i giudici, con una pena inferiore ai 4 anni da espiare, hanno deciso di provare a dargli una seconda possibilità di vita. 

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