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Lunedì, 15 Agosto 2022
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Condizioni "disumane" in carcere: detenuto ottiene 3 mesi di sconto

Il ricorso accolto dal magistrato di sorveglianza nei confronti di un recluso condannato per mafia

Un uomo di origine siciliana e detenuto presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere, per scontare una pena per reati di associazione mafiosa, è stato risarcito con uno sconto di pena da parte del Magistrato di Sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere.

E’stato accolto il ricorso presentato dall’avvocato Angelo Librace in merito ai rimedi risarcitori per condizioni disumane in carcere. Il legale ha fatto rilevare con il ricorso presentato, che la mancanza di acqua potabile nelle celle del carcere di Santa Maria Capua Vetere è da considerarsi una condizione "disumana" e degradante per i detenuti.

Evidenziate anche altre situazioni disumane all'interno della casa circondariale sammaritana. Il ricorso è stato accolto ed al detenuto sono stati concessi ben 3 mesi di sconto sulla pena quale 'ristoro' per la detenzione inumana al penitenziario "Francesco Uccella".

Il Magistrato di Sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere ha accolto in toto le tesi dell’avvocato Angelo Librace, ritenendo la sussistenza di "condizioni detentive negative" tra cui il mancato allaccio alla rete idrica e la potabilità dell'acqua oltre ad altre situazioni negative. Di qui lo sconto per il detenuto, condannato nell'ambito di un’inchiesta della Dda di Catania. Soddisfatto l'avvocato Librace che ha ottenuto un'ulteriore ordinanza favorevole e che sarà sicuramente, come per le precedenti, oggetto di studio della maggiore giurisprudenza nazionale.

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