Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

La perquisizione, gli insulti e la paura. Detenuto racconta: "Per le botte ci siamo fatti la pipì sotto..."

Quelle terribili ore vissute in carcere raccontate al giudice: un corridoio umano per le violenze

Un capoposto e sei agenti davanti alla sua cella lo informano che di lì a poco avrebbero eseguito una perquisizione. Inizia così l'incubo vissuto da un detenuto del carcere di Santa Maria Capua Vetere che oggetto dell'indagine della Procura della Repubblica che ha portato a 52 ordinanze cautelari a carico di esponenti della polizia penitenziaria.

Per entrare nella stanza l'hanno colpito con un calcio, preso con forza e portato nella 'stanza della socialità', spazio del carcere che dovrebbero essere attrezzate per lo svolgimento di attività rieducative, come corsi o semplici svaghi.

Ma un detenuto racconta che il 6 aprile del 2020 nel penitenziario di Santa Maria Capua Vetere quel luogo era diventato una sorta di stanza delle torture. "Nell'area socialità - queste le dichiarazioni rese da un ristretto e contenute nell'ordinanza firmata dal gip del tribunale sammaritano che ha disposto l'esecuzione di 52 misure cautelari - ci hanno costretto a metterci in ginocchio con la faccia al muro, dopodiché hanno iniziato a picchiarci, soprattutto con manganelli".

Chi provava a voltare lo sguardo verso gli agenti veniva "colpito al volto". "Siamo rimasti per diversi minuti nell'area socialità - racconta - dopodiché ci hanno costretti a uscire uno alla volta con le mani in testa e lo sguardo verso il basso. Ricordo che gli agenti formavano una sorta di corridoio umano, in messo ai quale eravamo costretti a passare subendo schiaffi, pugni e manganellate".

Il 'corridoio umano' era stato "appositamente predisposto per farci oggetto di violenza". "Ricordo - riferisce ancora - che ero completamente stravolto e provato - ricostruisce - tanto che mi è stata buttata anche dell'acqua sul corpo".

Riferisce che durante il tragitto è stato più volte insultato. Parla di frasi offensive, rivolte a lui dagli agenti, come : "Animale, sei un maiale, un uomo di merda… Non vali niente". Poi sputi e schiaffi, ancora manganellate. "Ricordo - dice - che per le botte ricevute ci siamo fatti la pipì addosso".

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