Dieci mesi in carcere da innocente: dopo 9 anni finisce l'odissea per un ragazzo casertano

Aumentano i casi di ingiusta detenzione. L'ultimo riguarda il figlio di un maresciallo dell'esercito accusato di 2 rapine. 'Salvato' dal cellulare e dagli spostamenti certificati dalle celle telefoniche

In carcere da innocente. C’è qualcosa di più orribile che può capitare nella vita umana? Forse sì, ma sicuramente, questa evenienza, è qualcosa che segna l’essere umano nel profondo. Eppure non sono pochi i casi che si ripetono ogni anno. Dal 1992 (anno da cui parte la contabilità ufficiale delle riparazioni per ingiusta detenzione nei registri conservati presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze) al 31 dicembre 2019, sono stati registrati 28.702 casi: parliamo di una media di 1025 innocenti in custodia cautelare ogni anno che costano circa 27 milioni di euro l’anno di risarcimenti.

Dieci mesi in carcere per 2 rapine che non aveva commesso

L’ultimo caso, in ordine di tempo, ha riguardato proprio un ragazzo di Capua che ha trascorso 10 mesi in carcere, da innocente, perché accusato di 2 rapine. E che ci ha messo 9 anni per avere giustizia. La vicenda che lo coinvolge inizia nel 2011, quando il ragazzo aveva 20 anni. Il giovane, figlio di un maresciallo dell’esercito, fu accusato a distanza di 6 giorni di due rapine a mano armata consumate nel territorio dell’agro aversano: una ai danni di una coppia e l’altra a danno della proprietaria di una nota palestra di Aversa.  Il ragazzo veniva “riconosciuto senza ombra di dubbio” dalle tre vittime delle due distinte rapine. La titolare della palestra lo riconobbe per strada qualche giorno dopo aver subito la rapina e chiamò immediatamente i carabinieri di Aversa i quali lo bloccarono poco dopo in un parco della zona. Diedero poi seguito alla perquisizione presso la sua abitazione a Capua e presso la casa dei nonni materni ad Aversa, prima di procedere ufficialmente all’arresto.

Assolto grazie al cellulare

A seguito dei due gradi di giudizio presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere e la Corte d’Appello di Napoli, è stato definitivamente assolto da tutte le accuse mosse a suo carico. Una vicenda giudiziaria durata ben nove anni e nella quale il difensore dell’imputato, oggi 29enne, l’avvocato Natalina Mastellone attraverso le indagini difensive, è riuscito a dimostrare tutti gli spostamenti del presunto rapinatore seriale anche chiedendo l’acquisizione delle celle di aggancio sull’utenza del suo assistito. Dopo le assoluzioni, la Corte di appello di Napoli si é pronunciata anche sulla istanza presentata dal difensore per la riparazione per l’ingiusta detenzione subita, accogliendo il ricorso e condannando il ministero delle finanze al pagamento in favore del ragazzo di una cospicua somma di danaro.

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