Cronaca

Carabiniere ucciso, i ladri in fuga lasciano il cellulare sul tavolino del bar

Il dispositivo "usa e getta" trovato da un dipendente: solo 3 numeri registrati in rubrica

Erano sfuggiti all'arresto di parco "La Selva" quando i carabinieri li hanno notati all'esterno di un bar di via Ferrarecce a Caserta. Uno è stato bloccato immediatamente, l'altro si è dato alla fuga scavalcando il muro di cinta della ferrovia, nel punto più basso in un distributore di carburante. Ad inseguirlo c'era il vice brigadiere Emanuele Reali, 34 anni di Bellona, che per rincorrere il ladro è stato travolto da un treno che procedeva verso Caserta. 

Ma durante la fuga i banditi hanno dimenticato qualcosa: un telefono cellulare è stato lasciato al bar. Si tratterebbe di un telefono vecchio modello, di quelli che non sono abilitati alla navigazione su internet. Un "burner phone", o meglio un telefono usa e getta di quelli spesso utilizzati dalle bande di delinquenti per pianificare furti o rapine.

Il dispositivo è stato notato su un tavolino da un cameriere solo dopo la tragedia, di cui il dipendente dell'esercizio pubblico non era al corrente.   

Come da prassi il lavoratore ha aperto la rubrica. Al suo interno solo 3 i nominativi registrati, indicati con evidenti pseudonimi. C'erano anche dei messaggi, ma non sarebbero stati aperti. Il cellulare è stato consegnato ai carabinieri che stanno proseguendo nelle indagini per individuare il quarto membro della banda che con la sua fuga ha provocato la morte del vice brigadiere Reali

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