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Lunedì, 6 Febbraio 2023
Cronaca Mondragone

Processo ai caporali: "Lavoratrici tra le cassette di broccoli nei furgoni della disperazione"

Finanza e carabinieri svelano ai giudici le modalità di reclutamento dei braccianti da 'sfruttare' nei campi

Ricostruzione dei 'viaggi della speranza' degli sfruttati, l'esistenza di un registro del personale da impiegare nei campi a secondo del tipo di richieste degli imprenditori, spontanee dichiarazioni di due imputati in merito alla titolarità dei fondi in cui avveniva la raccolta oltre che la documentazione a corredo dei trasporti della merce ortofrutticola con la relativa rivendita presso le aziende coinvolte nelle indagini.

È quanto emerso nel corso dell'udienza celebrata dinanzi la Terza Sezione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere in composizione collegiale presieduta dal giudice Francesco Rugarli dove sono stati escussi gli ufficiali della guardia di finanza della compagnia di Mondragone ed i carabinieri del Reparto Territoriale mondragonese che avviarono le indagini nell'inchiesta sul caporalato mondragonese. Sotto processo sono finiti Gennaro Bianchino, 64enne mondragonese legale rappresentante della Società Sviluppo Agricolo Bianchino Srl difeso dall'avvocato Angelo Raucci; Pasquale e Vincenzo Miraglia, rispettivamente di 43 e 46 anni, mondragonesi e titolari di ditte individuali del settore ortofrutticolo; Francesco Pagliaro, 54enne di Mondragone - tutti difesi dall'avvocato Giovanni Lavanga - poiché ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro e dell'intermediazione illecita di manodopera (caporalato).

Nell'escussione degli ufficiali delle fiamme gialle e dell'Arma il focus del pubblico ministero Mariangela Condello si è concentrato sul reclutamento degli sfruttati da dove venivano caricati sui furgoni perlopiù Fiat Ulysse e Dobló condotti dai caporali fino al numero degli stessi impiegato nei campi che variava a seconda del raccolto. Gli ufficiali hanno riferito anche in merito ad un carico di sfruttati a bordo di un furgone per il trasporto merci dove una dozzina di donne era stipata in mezzo a 65 casse di broccoli - da scaricare presso la ditta di Bianchino - condotto però da uno degli imputati Francesco Pagliaro che secondo l'attività investigativa era alle dipendenze dei fratelli Miraglia. Durante un blitz delle fiamme gialle e dei militari mondragonesi venne rinvenuto un registro dei lavoratori da impiegare nei campi dei comuni oggetto d'indagine che variava a seconda della raccolta.

L'escussione dei militari ha ricostruito le criticità in cui operavano i lavoratori nei campi spesso sotto una pioggia battente o per lunghe ore in serra o al sole di agosto senza potersi avvalere di servizi igienici assenti. Non sono mancate le dichiarazioni spontanee degli imputati Gennaro Bianchino e di Pasquale Miraglia in merito alla documentazione correlata ai trasporti della merce, la regolarità della compravendita del raccolto prodotto dagli sfruttati, la titolarità dei fondi oggetto di indagine o dell'esistenza di appositi manufatti in muratura dove i lavoratori potevano trovare ristoro. Si torna in aula verso la fine del mese di marzo per il deposito del materiale captato dal perito trascrittore nominato dalla Procura sammaritana.

Per la Procura di Santa Maria Capua Vetere che coordinó le indagini svolte in sinergia dalle fiamme gialle e dai carabinieri mondragonesi gli imputati avevano creato una stabile organizzazione attraverso la quale assumevano ed impiegavano manodopera reclutata mediante l'attività di intermediazione illecita svolta dai caporali ucraini Hutsul Andriy e Ivanisky Horest a cui si rivolgevano i lavoratori africani, rumeni, bulgari perlopiù donne per esser impiegati nei campi nei Comuni di Mondragone, Falciano Del Massico, Grazzanise, Castel Volturno, Villa Literno, Carinola. Per la Pubblica Accusa a capo di tale sistema clientelare di sfruttamento della manodopera c'era Gennaro Bianchino. Pasquale Miraglia aveva il ruolo di organizzatore, Vincenzo Miraglia e Francesco Pagliaro rivestivano il ruolo di partecipi.

Il reclutamento degli 'sfruttati' era garantito dalla fidelizzazione dei caporali che li raccattavano perlopiù sulla SS Domiziana o in vie di raccordo mondragonesi. Venivano caricati su furgoni parcheggiati in via Eduardo Scarpetta presso la dimora di Hutsul Andriy che fungeva anche da autista e portati nei campi. I viaggi della speranza nelle postazioni lavorative si aggiravano intorno alle 60 percorrenze giornalieri.

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