Il sindaco chiude il canile lager, i volontari: “Disposti a tutto”

Scatta l'ordinanza di sgombero dei cani e la revoca dell'autorizzazione sanitaria. Caterino: "Li portiamo in tutta Italia purché ci aiutino a far uscire queste povere anime sopravvissute allo sterminio che c'è stato"

Il volontario dell'Anpa Marco Caterino e il canile lager a Teano

Mucchietti di ossa canine confuse tra le macerie di un rogo, carcasse putride stipate all'interno di un refrigeratore dismesso, acqua stagnante negli abbeveratoi, erba alta all'interno dei box ed in lontananza, nascosti tra erbacce e rovi, circa novanta cani malnutriti, pieni di zecche, con la rogna lasciati nei propri escrementi. Si presentava così agli inizi del mese di agosto il canile privato 'Villari' ubicato in località Barile in San Marco, frazione di Teano. Un canile lager abbandonato all'incuria del tempo e degli uomini dove dei 300 cani 'ospitati' solo una novantina circa sono sopravvissuti allo sterminio.

L'ordinanza del sindaco

Eppure un tempo era una sorta di rifugio felice affidato alle amorevoli cure di Elvira Villari che ha dedicato gran parte della propria esistenza agli amici a quattro zampe fino alla sua tragica scomparsa. Tutta quella devozione si è trasformata in passaggi di gestione, burocrazia infinita e noncuranza e nelle more del tempo a farne le spese sono stati solo i suoi ospiti. Una situazione di degrado e disperazione persa tra fetidi odori ed escrementi che ha spinto il primo cittadino di Teano Dino D'Andrea ad emettere lo scorso 20 luglio un'ordinanza di sgombero dei cani ospitanti da destinarsi a strutture adeguate a carico dei proprietari detentori con contestuale revoca dell'autorizzazione sanitaria concessa in comodato d'uso gratuito da parte degli eredi Villari, con cui affidavano la struttura ed i cani ospitati all'associazione Anpap di Torino, per la mancanza dei requisiti igienici minimi così come accettato dalle istituzioni competenti.

La rete di volontari

E mentre la burocrazia farà il suo lungo corso che ne sarà del destino dei suoi ospiti? Una rete di volontari seppur esigui si sta prendendo cura di queste anime sventurate facendosi largo tra il degrado e l'indifferenza. "C'è questa sorta di volontariato da tutti per tirare fuori queste povere anime abbandonate - spiega a Casertanews Marco Caterino volontario Anpaa - anche perché quando ho fatto l'accesso con l'Asl veterinaria (lo scorso 10 agosto) abbiamo trovato dei cani deperiti, malnutriti, pieni di pulci, zecche, escrementi, alcuni stavano tra le sterpaglie in fondo alla struttura. Li abbiamo recuperati ed alcuni di loro sono sotto cura in alcune cliniche della zona e poi sono andati in stallo a casa delle volontarie per continuare le cure per non farle qui. Una buona parte sono risultati malati di erlichia per cui abbiamo chiesto a tutti di aiutarci e grazie al buon cuore di tutti questi cani sono diventati di tutti. Chi ha donato cibo, chi medicinali, chi soldi. L'unico obiettivo è aiutare questi cagnolini e tirarli fuori". 

Caterino: "Siamo disposti a tutto"

Ogni giorno i volontari cercano di sopperire alle cure mediche ed alle carenze dei cani ma il timore del fattore tempo è dietro l'angolo. "La nostra paura - ammette Caterino - è l'inverno. Comincerà a piovere e a far freddo e non riusciamo più a gestire la situazione. Ed è per questo che è importante l'adozione, lo stallo, l'affidamento temporaneo, qualsiasi cosa. Siamo disposti a tutto. Li portiamo in tutta Italia purché ci aiutino a far uscire queste povere anime sopravvissute allo sterminio che c'è stato".

Cani senza microchip

Settantasei cani sono muniti di microchip ma moltissimi non sono stati registrati poiché sprovvisti di microchip provenienti chissà da dove. "Una decina di loro sono riusciti ad andare in affidamento - sottolinea il volontario Anpaa - gli altri dovranno uscire e sono sottocura per poterli affidare. Molti sono qui che aspettano di esser presi in affidamento o che li adottino e qui ci vuole un cuore diverso. Non ci vuole una persona che prende un cucciolo per una bimba per farla giocare o un cucciolotto da crescere per abituarlo come si vuole. No ci vuole un cuore perché loro sono tutti anzianotti, malati, problematici. Hanno vissuto una vita qua dentro non conoscono la strada, il guinzaglio, una macchina né conoscono l'amore. L'hanno conosciuto adesso, adesso stanno conoscendo ogni cosa. Il mio appello è aiutateci a farli uscire da qua dentro". 

Le 'anime di Teano'

L'adottabilità è l'unica alternativa al dolore che ancora vive negli occhi di queste bestiole tra ferite e ossa ancora in vista. Sulla pagina Facebook di Marco Caterino, Antonella Imperato e Giovanna Marsiglia c'è una piccola storia delle 'anime di Teano' dove ognuno può scegliere il proprio cucciolo a cui donare amore. "Verrà scelto un giorno porte aperte - fa sapere Marco Caterino - dove ognuno potrà trascorrere del tempo con i cani fare loro una carezza ed a noi basta così purché loro vedano che ci sono tante persone che li amano e li vengono a trovare".

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