Terremoto a 24 ore dalle elezioni. Candidato sindaco indagato per voto di scambio: "Accuse da mitomani"

Notificato il provvedimento a Danilo D’Angelo. L'avvocato: "Chiederemo conto della fuga di notizie"

Il candidato sindaco di 'Casagiove nel Cuore', Danilo D'Angelo

A 24 ore dall’apertura dei seggi, scoppia una “bomba” che potrebbe caratterizzare il voto per le elezioni amministrative di Casagiove. I carabinieri hanno infatti notificato al candidato sindaco della lista ‘Casagiove nel Cuore’ Danilo D’Angelo un provvedimento di chiusura delle indagini preliminari del pubblico ministero della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. I fatti riguarderebbero proprio la campagna elettorale appena conclusa. Una brutta grana, dunque, per Danilo D'Angelo finito più volte sotto i riflettori nell'ambito di una tesissima campagna elettorale che lo ha visto contendersi l'elettorato a suon di 'botta e risposta' infuocati con lo sfidante Giuseppe Vozza. Prima la Digos a casa dei sostenitori della lista "Casagiove nel Cuore" per la questione degli striscioni elettorali affissi ai balconi, ora l’indagine per il candidato che, alla viglia, era ritenuto il favorito di questa campana elettorale.

La precedente indagine archiviata

Non è la prima volta che D’Angelo finisce nel mirino della Procura della Repubblica per voto di scambio relativamente alle elezioni del 2016. Accadde già nell’agosto 2018, quando una donna lo accusò per poi ritrattare, dopo circa un anno. Proprio quando la sua grande accusatrice decide di uscire allo scoperto, tirando in ballo altri politici casagiovesi, D’Angelo convocò una conferenza stampa annunciando di voler andare fino in fondo per scoprire i mandanti di quell’attacco politico.

"Chiederemo conto sulla fuga di notizie"

Sulla vicenda è intervenuto anche l’avvocato Bruno Moscatiello, che rappresenta Danilo D’Angelo: “Sembra davvero strano che la notizia dell’indagine a carico del dottor D’Angelo, che avrebbe dovuto essere oggetto di segreto di indagine, sia stata immediatamente portata a conoscenza di una parte della stampa. Ci si riserva fin d’ora, di chiedere conto sulla fonte, evidentemente interessata, che è stata così solerte a diffondere ciò che rigorosamente è a conoscenza dei soli organi inquirenti. Nel merito della vicenda si precisa la totale estraneità del dottor D’Angelo a qualsiasi coinvolgimento in operazioni illecite.  Già in passato il mio assistito è stato oggetto di diffamazione e l’autorità giudiziaria ha ritenuto di procedere per calunnia nei confronti di personaggi ben noti ribadendo la totale estraneità del dottor D’Angelo rispetto alle accuse. Nello specifico è stato accertato che tali personaggi furono pagati per accusare il mio assistito e solo quando furono smascherati hanno ritirato le accuse e depositato presso l'A.G. i nomi e cognomi degli autori”. L’avvocato ha “fondati motivi pertanto di credere che la storia si stia ripetendo ed anche in questo caso chi ha sobillato, cercando di trarne profitto, un domani sarà costretto a scusarsi”.

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L'avvocato: "Accuse da mitomani"

La vicenda attuale, invece, “nasce dalle dichiarazioni di personaggi mitomani e con precario equilibrio psichico, dediti all'alcol e carichi di procedimenti penali  che, a più riprese, hanno cercato di ottenere vantaggi personali dalla competizione elettorale, millantando spudoratamente amicizie e rapporti inesistenti. Il mio assistito ha già dato mandato al sottoscritto affinché tali individui siano chiamati a rispondere davanti alla giustizia alle accuse infamanti di tali individui. Il tentativo di trarre utilità personali con richieste continue e nel volere a tutti i costi condizionare ed inquinare la campagna elettorale con tentativi squallidi e infangando il dott. D’Angelo, certamente sarà frustato dalla realtà dei fatti che saranno accertati nelle sedi giudiziarie. E’ il caso di precisare che il mio assistito non riveste assolutamente la qualifica di imputato poiché trattasi soltanto di indagini che costituiscono atto dovuto da parte della magistratura e che sicuramente, ascoltate le difese del dottor D’Angelo, saranno archiviate”.

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