Cronaca Capua

Camorra, i Verazzo restano in carcere ma cade parte delle accuse

I giudici confermano il concorso esterno in associazione mafiosa ma non la turbativa d'asta. Revoca dell'obbligo di firma per il dirigente Greco

Annullamento parziale dell'ordinanza per gli imprenditori Giuseppe e Francesco Verazzo. Il Tribunale del Riesame ha annullato relativamente all'accusa della turbativa d'asta per l'appalto di via Maiorisi, nei pressi del Cira a Capua, confermando però l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e quindi il carcere per i due cugini di Casal di Principe. 

Nel corso dell'udienza dinanzi ai giudici del Tribunale della Libertà, la Procura della Dda ha depositato nuovi atti ai giudici della Dodicesima Sezione del Riesame di Napoli. Nuove accuse che hanno quantomeno confermato il quadro accusatorio che vede i Verazzo come referenti della fazione Schiavone su Capua diventando dal 2004 i "portavoce" di Nicola Schiavone (oggi collaboratore di giustizia). Secondo l'accusa i Verazzo non erano parte del clan, pur fornendo uno stabile contributo al sodalizio criminale consistito "nel potere di infiltrazione presso il Comune di Capua che consentiva loro di aggiudicarsi lavori pubblici". 

Ma i lavori pubblici, almeno per le contestazioni mosse, sarebbero stati affidati in maniera regolare. Il Riesame, infatti, ha annullato l'accusa di turbativa d'asta per i due indagati, difesi dall'avvocato Vincenzo Alesci, sulla base di una nuova perizia depositata che ha confermato come l'appalto di via Maiorisi - che per la Dda è frutto di un 'pactum sceleris' tra gli imprenditori, pezzi della politica ed il dirigente Francesco Greco - sia stato affidato ai Verazzo senza violazioni. L'impresa, infatti, nella parte discrezionale delle valutazioni della commissione aggiudicataria si sarebbe classificata quarta con il punteggio, in sede tecnica, che avrebbe portato la CoGeVer in seconda posizione e quindi all'aggiudicazione per effetto dell'esclusione della prima ditta per un'anomalia nell'offerta. 

Intanto, il Riesame ha anche annullato l'ordinanza per il dirigente comunale Francesco Greco, difeso dall'avvocato Mauro Iodice, per il quale è stato revocato l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria ma i giudici non si sono espressi sulla misura "congiunta" dell'interdizione dai pubblici uffici e per la quale è stato depositato specifico ricorso. 

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