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Cronaca Marcianise

Estorsioni e spari dei Quaqquaroni: 7 rischiano il processo

Chiuse le indagini preliminari per il rinnovato gruppo dei Piccolo-Letizia

Chiuse le indagini nei confronti di 7 persone accusate di aver ravvivato l'operatività del clan Piccolo-Letizia di Marcianise, in particolare nel settore delle estorsioni. 

I pubblici ministeri Luigi Landolfi e Francesco Raffaele hanno notificato agli indagati l'avviso di conclusione delle indagini preliminari ed ora si preparano a chiedere il processo nei confronti di Amedeo Belvisto, 60 anni; Salvatore Letizia, 41 anni; Gaetano Monica, 22 anni; Agostino Piccolo, 42 anni, ritenuto il nuovo capo della cosca dei 'Quaqquaroni'; Pasquale Regino, 40 anni; Antonio Ottavio Sorbo, 56 anni; Gaetano Viciglione, 21 anni (libero). Gli indagati sono difesi dagli avvocati Nicola Russo, Mariano Omarto, Umberto Elia, Mirella Baldascino, Pasquale Barbato e Bernardino Lombardi. 

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, dopo la maxi operazione che aveva decapitato i Quaqquaroni - con l'arresto dei vertici - il clan avrebbe cercato di riorganizzarsi sotto la guida di Agostino Piccolo, imprenditore legato a vincoli di parentela ad Achille Piccolo (fu Angelo). Agostino Piccolo avrebbe dato indicazioni sui commercianti da sottoporre ad estorsione a Francesco Piccolo (deceduto) e a Gaetano Monica. 

I due scagnozzi così si sarebbero presentati a commercianti ed imprenditori per chiedere la tangente per il clan. "Sono il compariello di Agostino", era il biglietto da visita. E chi non pagava subiva intimidazioni. E' accaduto al titolare di una concessionaria d'auto che dopo aver rifiutato la richiesta di pizzo si è ritrovato con la vetrina dell'autosalone danneggiata da colpi di pistola. Tutto nel giro di poco più di un mese tra settembre ed ottobre del 2019. 

Non solo le tangenti per la 'protezione'. Il proprietario di un negozio di scarpe pagava il clan in calzature di marca: "Può capitare che, all'improvviso, ci prendiamo 3,4,5 paia di scarpe ... perché se poi qualcuno vi dà fastidio non ci sono problemi, facciamo noi da garanzia". Stessa sorte è toccata al titolare di un altro autosalone costretto a dare una vettura. Tra le imprese sottoposte ad estorsione anche quella della raccolta rifiuti che avrebbe versato per almeno 3 anni la somma di 2-3mila euro nei periodi antecedenti le festività di Pasqua e Natale. 

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