Venerdì, 12 Luglio 2024
Cronaca Pignataro Maggiore

Abbreviato condizionato per i fratelli Ligato. Uno dei tre vuole parlare davanti ai giudici

Il processo per le estorsioni del clan di Pignataro Maggiore

Ammesso abbreviato condizionato per i tre fratelli Ligato - Raffaele Antonio, Felicia, Pietro - e per Fabio Papa, accusati di estorsione, tentata estorsione e di lesioni personali, aggravati dalla finalità di agevolare il clan camorristico “Lubrano-Ligato” egemone nel comune di Pignataro Maggiore.

Il gip Antonio Baldassarre del tribunale di Napoli nel corso dell'udienza preliminare - in relazione alla richiesta di rinvio a giudizio depositata dal sostituto procuratore Simona Belluccio della Dda di Napoli nei confronti degli indagati assistiti dagli avvocati Marco Argirò, Carlo De Stavola, Emilio Martino - ha accolto la richiesta di uno dei difensori dei tre fratelli Ligato di rito alternativo condizionato all'escussione di due testi. Si torna in aula quindi per l'escussione dei due testi agli inizi del mese di maggio. In tale occasione Pietro Ligato ha espresso la volontà di essere sottoposto all'esame dell'imputato.

Raffaele Antonio, Felicia e Pietro Ligato nonché Fabio Papa furono attinti da provvedimenti cautelari in carcere che hanno costituito il risultato di un’intensa attività investigativa svolta dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta, unitamente ai colleghi del Comando Compagnia di Capua. Le indagini, coordinate dalla Dda di Napoli, furono avviate nel mese di agosto e condotte attraverso un’ampia piattaforma tecnica ed una mirata attività esterna di riscontro, che ha consentito di disvelare la realizzazione di condotte estorsive decennali compiute, sin dal 2007, nei confronti di imprenditori operanti nel settore delle onoranze funebri a Pignataro Maggiore, i quali, subendo azioni intimidatorie, corrispondevano la somma di euro 3000 mensili. Gli inquirenti hanno accertato, inoltre, il compimento di un’ulteriore presunta estorsione ai danni di un imprenditore di Pastorano, al quale si imponeva la consegna di un lotto del cimitero di Pignataro Maggiore oppure la somma di 18000 euro. Infine, è stato documentato come gli indagati, per affermare la supremazia sull’area di influenza, non abbiano esitato a fare ricorso ad atti intimidatori o violenti, così come accaduto nei confronti di un 56enne di Pignataro Maggiore, operaio in una ditta di traslochi, aggredito per futili motivi con l’utilizzo di spray urticante ed un tirapugni.

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