Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Casal di Principe

Camorra, processo a Cosentino alle battute finali. Schiavone lo accusa

Proseguono le arringhe dei difensori in Corte d'Appello. L'ex sottosegretario rischia 12 anni

Proseguono le arringhe dei difensori di Nicola Cosentino, l'ex sottosegretario all'Economia accusato di concorso esterno in associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta Eco4. 

A prendere la parola dinanzi alla Corte d'Appello di Napoli è stato l'avvocato Agostino Decaro che ha argomentato su una parte dell'impianto accusatorio. La discussione del legale si concluderà a fine mese quando è prevista anche la fine dell'arringa dell'altro difensore di Cosentino, l'avvocato Stefano Montone. 

In primo grado Cosentino era stato condannato dai giudici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere a 9 anni di reclusione. Un verdetto impugnato sia dalla Dda che dalla difesa. Nel corso della sua requisitoria il procuratore generale ha chiesto 12 anni per il politico di Casal di Principe, ritenuto dagli inquirenti dell'Antimafia il referente nazionale del clan dei Casalesi. 

Nel fascicolo d'Appello sono state acquisite anche le dichiarazioni di Nicola Schiavone, il figlio di Sandokan che da oltre un anno e mezzo ha iniziato il suo percorso di collaborazione con la giustizia. Schiavone sin dai primi interrogatori ha parlato di Cosentino spiegando ai pm della Dda di un rapporto datato iniziato a cavallo degli anni 80/90. "Cosentino chiese a mio padre di essere appoggiato elettoralmente", ha detto Schiavone. Addirittura il clan dei Casalesi avrebbe influenzato anche la scelta di Cosentino di aderire a Forza Italia. Una decisione, questa, "gradita al clan e che consentiva a Nicola Cosentino quanto meno di essere ancora appoggiato dalla mia famiglia", conclude Schiavone. 

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