rotate-mobile
Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca Casal di Principe

Processo ai Casalesi in Veneto, il pentito: "C'era un arsenale nell'ufficio del boss"

Manfredi parla delle armi e dei suoi rapporti usurai con Donadio: "A volte acquistavo crediti che non riuscivano a riscuotere"

Un borsone pieno di armi collegato con il "gruppo dei Casalesi di Eraclea". Ne ha parlato il collaboratore di giustizia Umberto Manfredi, ex genero di Silvano Maritan, esponente - quest'ultimo - della Mala del Brenta. 

Manfredi è stato ascoltato nel corso del processo dinanzi al tribunale di Venezia sulle infiltrazioni del clan dei Casalesi nel Nord Est con la cellula guidata da Luciano Donadio. Manfredi ha raccontato anche dei rapporti tra Donadio e Maritan: un accordo per la spartizione dei territori e degli affari: "stupefacenti", ha confermato ai giudici. 

Poi Manfredi ha riferito dei suoi rapporti con Donadio. Una conoscenza datata, collocata almeno al 2003, quando "entrambi facevamo gli usurai. A volte mi passavano dei crediti quando non riuscivano a riscuoterli, li acquistavo". 

Poi un passaggio sulle armi che Sgnaolin, il contabile del clan (condannato in abbreviato), gli mostrò in una scatola presente nell'ufficio di Donadio. Un vero e proprio arsenale: "c’erano una 38, una 9, una mitraglietta Scorpion e una quarta, erano 4 pistole". Procurarsi armi per il gruppo non era un problema: "Venni presentato a una persona a Preganziol, per il discorso dell’usura, entrammo in argomento delle armi e mi regalò un giubbotto anti-proiettile. Vidi un borsone bello carico di armi, mi disse che era collegato con il gruppo di Eraclea", ha concluso il pentito. 

Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Giuseppe Brollo, Stellato, Antonio Forza, Stefania Pattarello e Gentilini.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Processo ai Casalesi in Veneto, il pentito: "C'era un arsenale nell'ufficio del boss"

CasertaNews è in caricamento