Camorra dei Piccolo-Letizia: 21 condanne

Pene pesanti per Andrea ed Antonio Letizia, Giovanni Perreca e Pasquale Piccolo. In 5 vengono assolti dal giudice

Antimo Perreca e Pasquale Piccolo

Ventuno condanne e 5 assoluzioni per la camorra dei Piccolo-Letizia di Marcianise e dei Perreca di Recale. Questa la decisione del gup Cananzi del tribunale di Napoli al termine del giudizio con rito abbreviato.

Il giudice Cananzi ha inflitto 2 anni in continuazione per Fabio Buanno, 56 anni di Marcianise, con una pena complessiva di 7 anni e 4 mesi; 1 anno in continuazione per Luigi Caterino, 69 anni di Casal di Principe, con una pena complessiva di 8 anni e 7 mesi; 1 anno in continuazione per Francesco Antonio Celeste, 34 anni di Caserta, per una pena compolessiva di 5 anni e 6 mesi; 6 anni e 8 mesi per Maria Cristiano, 54 anni di Marcianise; 2 anni in continuazione per Pietro De Lise, 48 anni di Portico di Caserta, con una pena complessiva di 9 anni e 4 mesi; 20 anni in continuazione per Andrea Letizia, 43 anni di Marcianise, con una pena complessiva di 30 anni; 26 anni per Antonio Letizia, 50 anni di Marcianise; 8 anni per Giuseppe Letizia (detto Vincenzo), 28 anni di Marcianise; 10 anni in continuazione per Michele Maietta, 36 anni di Marcianise, con una pena complessiva di 12 anni; 13 anni e 4 mesi per Antonio Nacca, 39 anni di Marcianise; 10 anni e 8 mesi per Luigi Noia, 57 anni di Recale; 20 anni per Giovanni Perreca, 59 anni di Recale; 3 anni e 6 mesi per Giuseppe Pettrone, 53 anni di Pignataro Maggiore; 20 anni per Achille Piccolo; 6 anni e 8 mesi per Angelo Piccolo, 39 anni di Marcianise; 6 anni e 8 mesi per Palma Bellopede Piccolo, 42 anni di Marcianise; 10 anni per Domenico Piccolo; 13 anni e 4 mesi in continuazione per Francesco Piccolo, 39 anni, con una pena complessiva di 16 anni e 4 mesi; 20 anni in continuazione per Pasquale Piccolo, 59 anni di Marcianise detto Rockfeller, con una pena complessiva di 27 anni e 6 mesi; 6 anni e 7 mesi per Mario Russo, 34 anni; 9 anni e 6 mesi per Vincenzo Timbone, 45 anni di Afragola. Assolti Felice Napolitano, 56 anni di Marcianise, difeso dall'avvocato Franco Liguori, Alessandro Menditti, Salvatore Ricciardi, 36 anni di Marcianise, difeso dall'avvocato Fabio Della Corte; Gennaro Scognamiglio, 63 anni di Portici; Salvatore Silvestre, 50 anni di Marcianise, difeso dall'avvocato Andrea Piccolo. Nel collegio difensivo sono stati, inoltre, impegnati gli avvocati Gaetano Laiso, Nicola Marino, Mirella Baldascino, Dezio Ferraro, Umberto Elia, Renato Jappelli ed Angelo Raucci.

L'inchiesta aveva messo in luce l'attuale pericolosità del sodalizio criminale dei Piccolo-Letizia, soprattutto dopo i numerosi arresti che hanno minato la leadership del clan rivale dei Belforte sul comprensorio tra Marcianise e comuni limitrofi. 

Nelle oltre 600 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare viene fotografata la faida che ha provocato numerose vittime tra gli anni '90 ed il 2009. Prima la separazione tra il gruppo dei Cutoliani, con i Belforte, ed il gruppo dei Quaqquaroni, alleati alla "Nuova Famiglia" di Antonio Bardellino, fondatore del clan dei Casalesi, e poi la successiva scissione dei Letizia dai Mazzacane, causata dal duplice omicidio di Biagio Letizia e Giovanna Breda, genitori di Primo e Salvatore Letizia passati, poi, nella fazione opposta dei Piccolo. 

Ma non solo sangue ed omicidi. L'inchiesta ha portato alla luce l'evoluzione del gruppo dei Piccolo-Letizia con la transizione dalla fase armata a quella dell'infiltrazione economica con aziende facenti capo al gruppo criminale. 

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Le attività investigative, incentrate sulle intercettazioni dei colloqui in carcere e sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, hanno offerto un rilevante spaccato delle tensioni interne al clan Piccolo, soprattutto tra la componente “Piccolo” e quella “Letizia”, negli anni successivi al 2005, allorquando, le numerose operazioni di polizia giudiziaria e il proliferare di collaboratori di giustizia nelle fila del clan Belforte segnavano il progressivo indebolimento di tale sodalizio e la progressiva ripresa delle attività del clan dei Quaqquaroni, nell’ambito del quale iniziavano frizioni tra le due fazioni, per contendersi il ruolo di leader.

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