Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Camorra parking, 50 assegni 'sospetti' sui conti correnti dell'imprenditore

Il luogotenente delle fiamme gialle ha ricostruito la provenienza 'opaca' dei titoli di credito di esponenti legati alla camorra

Cinquanta assegni ‘borderline’ transitati sui conti personali della famiglia Sagliocchi. È quanto emerso nel processo sulle infiltrazioni del clan dei Casalesi, in particolare del boss Michele Zagaria, nel parcheggio di via San Carlo a Caserta.

Il luogotenente della Guardia di Finanza di Roma, che condusse le indagini, sentito dinanzi alla prima sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta dal giudice Sergio Enea con a latere Giuseppe Zullo e Norma Cardullo, nel suo controesame ha ricostruito la ‘provenienza opaca’ di ben 50 titoli di credito confluiti sui conti correnti di Michele Patrizio Sagliocchi, della moglie e del figlio, provenienti da esponenti legati ad ambienti camorristici. Durante l’escussione del finanziere in merito agli accertamenti bancari effettuati sui conti correnti del nucleo familiare Sagliocchi, l’avvocato Stefano Montone ha fatto emergere il dualismo tra gli assegni confluiti direttamente sui conti e incassati dai Sagliocchi e le girate che evidenziano un conferimento non diretto.

I personaggi ‘opachi’ sotto la lente di ingrandimento delle fiamme gialle sono stati Nicola Di Fraia e la sua società Sinisa, genero del boss Cesare Tavoletta; Nicola Corvino con la sua ditta; la società Fontana Costruzioni; Giovanni Cecoro; Giovanni Malinconico, la D’Angelo Costruzioni che faceva capo a Claudio Schiavone; Carmine Iovine. Si torna in aula verso la fine del mese di settembre per l’escussione del pentito Francesco Zagaria alias Ciccio e’ Brezza.

Sono finiti sotto processo Michele Patrizio Sagliocchi, il boss Michele Zagaria, l’attuale dirigente del Comune di Caserta Francesco Biondi, l’architetto Carmine Domenico Nocera, Gaetano Riccardi nipote di Sagliocchi, Fabio Fontana, Teresa Capaldo, accusati a vario titolo di associazione a delinquere con l'aggravante della agevolazione mafiosa, corruzione, autoriciclaggio, falso ideologico, trasferimento fraudolento di valori.

Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Giovanni Cantelli, Giuseppe Stellato, Enzo Di Vaio, Guido Diana, Michele Di Fraia, Paolo Di Furia, Emilio Martino, Alfonso Quarto, Alessandro Barbieri, Mauro Iodice, Stefano Montone, Giuseppe Ceceri. Il Comune di Caserta si è costituito parte civile rappresentato dall'avvocato Lidia Gallo.

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