Camorra in ospedale, "no" alla sorveglianza speciale di 4 indagati

La decisione dei giudici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Il pm aveva chiesto la misura per 3 anni

L'inchiesta sulle infiltrazioni di Zagaria in ospedale

Respinte la richiesta di applicazione della sorveglianza speciale a carico di Orlando Cesarini, di Piedimonte Matese, Vincenzo Cangiano, Domenico Ferraiuolo e Luigi Iannone, coinvolti a vario titolo nell'inchiesta sulle infiltrazioni del gruppo criminale guidato da Michele Zagaria all'ospedale di Caserta

I giudici della sezione misure di prevenzione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere hanno ritenuto non sussistente il requisito dell'attualità della pericolosità sociale dei quattro accogliendo le tesi dei difensori, gli avvocati Giuseppe Stellato, Angelo Raucci e Guido Diana. Il pm aveva chiesto l'applicazione della misura di sicurezza, con obbligo di soggiorno, per una durata di tre anni. Il processo attualmente pende in Cassazione dopo le 14 condanne inflitte nel corso del processo d'Appello.

Secondo la ricostruzione della Procura antimafia, il gruppo criminale si era gradualmente infiltrato nel tessuto politico-amministrativo dell’ospedale Sant'Anna e San Sebastiano. Ritenuto centrale dagli inquirenti il ruolo svolto da Elvira Zagaria, sorella del boss ed ex latitante Michele Zagaria. A seguito dell’arresto di tutti i membri maschi della famiglia e dopo la morte del marito Francesco Zagaria, negli ultimi due anni era toccato a lei, secondo gli inquirenti, il compito di gestire gli ingenti capitali illeciti derivanti dalle attività delle imprese del clan.

Un’organizzazione che, stando a quanto riscontrato dagli investigatori, sarebbe nata nel 2006 quando Francesco Zagaria, cognato dell’allora latitante Michele, riuscì a far nominare un suo uomo di fiducia quale dirigente generale dell’ospedale, Luigi Annunziata, poi deceduto. Da quel momento Francesco Zagaria avrebbe assunto (fino al suo decesso) il controllo delle assegnazione dei lavori pubblici nell’ospedale, dando vita ad un cartello di imprese mafiose. 

Centro nevralgico delle attività criminali, secondo la Dda, è stato ritenuto essere l’ufficio del dirigente dell’unità operativa complessa di Ingegneria ospedaliera, Bartolomeo Festa, in carica dal 1 gennaio 2006 anch’egli per volere di Francesco Zagaria. Quest’ultimo, coadiuvato da gran parte degli impiegati del suo ufficio, aveva il compito di truccare i bandi di gara e gli atti ad essi equipollenti, per favorire gli imprenditori del clan, i quali, a loro volta, periodicamente dovevano versare parte dei guadagni così ottenuti nelle mani degli Zagaria.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...


 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • False ricette per intascare i soldi dall'Asl Caserta: chiuse le indagini per 14 persone

  • Due casi fuori la 'zona rossa' di Mondragone. Un nuovo caso anche a Falciano

  • Pentito svela la 'strategia del clan': "Bloccavamo gli imprenditori di Zagaria in cambio del 10% dell'appalto"

  • Macchia nera in mare, era letame. Denunciati padre e figlio

  • Sgominata la banda dei magazzinieri: arresti anche nel casertano

  • Droga venduta al bar sull'asse Caivano-Caserta, 11 indagati

Torna su
CasertaNews è in caricamento