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Venerdì, 2 Dicembre 2022
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Duplice omicidio nella faida: difese provano a smontare la ricostruzione della Dda

Al via le arringhe del collegio difensivo nel processo per il duplice delitto Caterino-De Falco. Dda ha invocato 5 ergastoli

Al via le discussioni degli avvocati nel processo celebrato con rito abbreviato per il duplice omicidio di Sebastiano Caterino e suo nipote Umberto De Falco avvenuto il 31 ottobre 2003 in via dei Romani a Santa Maria Capua Vetere. Gli avvocati Angelo Raucci e Luigia Martino hanno provato a smontare le tesi della Procura che ha ritenuto responsabili dell'efferato duplice omicidio di camorra i boss Michele Zagaria, Francesco Schiavone alias Cicciariello, Antonio Iovine, Enrico Martinelli, Giuseppe Caterino, Claudio Giuseppe Virgilio, Nicola Panaro, Bruno Lanza, Giuseppe Misso. Coinvolti nella vicenda Corrado De Luca e la famiglia Moronese (Agostino, Sandro e Raffaelina Nespoli) che hanno proceduto con rito ordinario.

Nel processo, che si sta celebrando dinanzi al giudice Marcello De Chiara del tribunale di Napoli, i sostituti procuratori della Dda Simona Belluccio e Maurizio Giordano hanno invocato pene severissime: ergastolo per Michele Zagaria, Francesco Schiavone Cicciariello, Enrico Martinelli, Giuseppe Caterino, Claudio Giuseppe Virgilio. Dodici anni di reclusione per i collaboratori di giustizia Antonio Iovine alias o ninn', Nicola Panaro, Bruno Lanza e Giuseppe Misso.

Secondo quanto ricostruito dalla Dda verso le 11,40 del 31 ottobre del 2003 vennero crivellati con 50 colpi d'arma da fuoco Sebastiano Caterino ed il nipote Umberto De Falco in via dei Romani a Santa Maria Capua Vetere a bordo di una Volkswagen Golf GTI condotta da Caterino. La marcia della vettura con a bordo le vittime venne sbarrata da una Alfa 116 condotta da Enrico Martinelli. Ciò favorí il sopraggiungere di una seconda Alfa Romeo con a bordo il commando omicida che avrebbe esploso 50 colpi d'arma da fuoco - 37 proiettili calibro 5,56 e 13 calibro 12 - all'indirizzo delle vittime. Per Sebastiano Caterino non ci fu scampo: morì crivellato di colpi. Il nipote Umberto De Falco rimase gravemente ferito per poi morire qualche ora dopo l'agguato in ospedale.

Il movente dell'azione delittuosa venne individuato dalla Dda nel fatto che Sebastiano Caterino nell'estate 2003 dopo 10 anni di reclusione avvalendosi di un gruppo autonomo di cui faceva parte anche il nipote Umberto De Falco avrebbe iniziato a gestire i traffici degli stupefacenti ed il racket delle estorsioni nel territorio di Santa Maria Capua Vetere la cui egemonia era di Cicciariello. Ciò provocò l'ira della cupola casalese ( Iovine, Zagaria, Cicciariello,Caterino) che decretò la condanna a morte per Sebastiano Caterino. Ognuno nell'efferato disegno criminoso avrebbe contribuito alla realizzazione del duplice omicidio di camorra. Si torna in aula la metà del mese di novembre per la seconda trance di discussioni dei legali degli imputati gli avvocati Carlo De Stavola, Paolo Di Furia, Emilio Martino, Giuseppe Stellato, Paolo Raimondo, Raffaele Mascia, Antonio Di Micco, Giuseppe Tessitore, Domenico Della Gatta.

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