Latte dei Casalesi, scarcerati i nipoti del boss Zagaria. Svolta per il manager

Il Riesame libera Filippo e Nicola Capaldo. Lascia i domiciliari anche il dirigente Parmalat Santoro

Filippo Capaldo

Riesame libera tutti. Scarcerati i nipoti del boss Michele Zagaria, Filippo e Nicola Capaldo. Libero anche il manager Parmalat Antonio Santoro, di Casagiove, che era detenuto ai domiciliari. Questa la decisione del Tribunale della Libertà di Napoli, dopo il rinvio dalla Corte di Cassazione che aveva dichiarato l'inutilizzabilità di alcune intercettazioni per i Capaldo e la mancanza di gravi indizi in ordine al concorso in associazione mafiosa per Santoro.

Filippo e Nicola Capaldo, difesi dagli avvocati Nando Letizia e Giuseppe Stellato, erano stati coinvolti nell'inchiesta sul monopolio nella distribuzione del latte Parmalat (con l'azienda non coinvolta nell'inchiesta) condotta dalla Dda di Napoli che aveva svelato come, sotto mentite spoglie di due società formalmente riferibili ad ex dipendenti della Euromilk, i fratelli Capaldo avevano proseguito l'attività della primordiale società Euromilk, nonostante questa fosse stata confiscata in seguito ad un provvedimento del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Il Riesame ha confermato per i Capaldo la decisione della Cassazione dichiarando l'inutilizzabilità di alcune intercettazioni, riguardanti una precedente inchiesta avvenuta tra il 2013 ed il 2015 e confluita nell'ordinanza di custodia cautelare che aveva portato in carcere i nipoti di Zagaria. 

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Stesso destino anche per Santoro, difeso dagli avvocati Nello Sgambato ed Angelo Raucci, che, secondo la Dda, si sarebbe adoperato per far revocare la concessione per la distribuzione dei prodotti a marchio Parmalat in diversi comuni del casertano alla Euromilk dei Capaldo, dopo il provvedimento di confisca emesso dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere, e far assegnare tale concessione alla società cooperativa Santa Maria (poi divenuta una srl su suggerimento di Greco) intestata a prestanome e sempre riconducibile al gruppo Zagaria. Per i giudici mancano i gravi indizi sul suo concorso esterno al clan dei Casalesi.

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