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Sabato, 25 Giugno 2022
Cronaca Villa Literno

Rifiuta di pagare il pizzo e viene picchiato dagli emissari del clan

Il racconto shock ai giudici di un imprenditore nel processo al ras Ucciero

Picchiato per non essersi piegato alla richiesta di pizzo da parte degli emissari del neo cartello della camorra, capeggiato da Vincenzo Ucciero e Oreste Reccia (quest'ultimo a processo con abbreviato) che mirava alla riconquista dei territori di Villa Literno, Aversa, San Cipriano d'Aversa, San Marcellino e Giugliano in Campania a suon di estorsioni per conto degli 'amici di Casale'.

È quanto affermato da uno degli imprenditori taglieggiati dal neo cartello criminale nel corso dell'udienza celebrata dinanzi alla Seconda Sezione Penale del Tribunale di Napoli Nord in composizione collegiale presieduta da Lucia Ferraro nel processo a carico di Vincenzo Ucciero l'unico degli imputati ad aver scelto il rito ordinario (gli altri hanno proceduto con rito abbreviato) per associazione a delinquere aggravata dalla metodologia mafiosa, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi.

Secondo i magistrati della Dda Ucciero difeso dagli avvocati Marco Ucciero e Antonio Abete era il reggente insieme ad Oreste Reccia di una consorteria criminale nella quale ognuno forniva il proprio contributo nel meccanismo mafioso con il solo scopo di agevolare gli esponenti della vecchia guardia del clan dei Casalesi al fine di perpetrare l'egemonia sui territori che un tempo erano dei gruppi di Schiavone, Zagaria, Bidognetti, Iovine. Il loro modus operandi era un marchio di fabbrica: estorsioni a commercianti ed imprenditori, pestaggi, utilizzo delle armi illecitamente detenute e spesso celate in casa da appartenenti al sodalizio criminale. Se da un lato il diniego di pizzo è stato pagato a suon di percosse per stessa ammissione della vittima gli altri imprenditori taglieggiati alcuni dei quali costituitisi parte civile con l'avvocato Mario Griffo hanno dichiarato che veniva richiesto loro dagli emissari del clan un rateizzo mensile che andava dai 1000 ai 1500 euro.

Si torna in aula verso la fine del mese di luglio per il controesame delle vittime ad opera del pm della Dda Maurizio Giordano.

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