Cronaca Casal di Principe

Minaccia commerciante per un debito di 27mila euro, arrestato affiliato al clan

In manette Domenico Di Nardo che dovrà rispondere dei reati di estorsione, rapina e detenzione illegale di armi, aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose

Estorsioni in nome del clan ad un cittadino extracomunitario e ad un imprenditore della provincia di Caserta. Domenico Di Nardo, 39enne di Giugliano in Campania, ritenuto contiguo al clan Mallardo è stato arrestato dai carabinieri che hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Napoli. L'uomo - secondo quanto riferisce l'agenzia Dire - dovrà rispondere dei reati di estorsione, rapina e detenzione illegale di armi, aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose.

Secondo quanto raccolto durante la fase investigativa, si sarebbe reso protagonista, insieme ad altre persone in fase di identificazione, di due distinte estorsioni, rispettivamente commesse ai danni di un cittadino extracomunitario e di un imprenditore della provincia di Caserta. L'indagine ha documentato che Di Nardo, tramite minacce di morte e con l'utilizzo di armi, aveva costretto un cittadino pakistano, residente in un appartamento acquistato ad un'asta giudiziaria, a lasciare la sua abitazione, arrivando a sottrargli, dopo aver fatto irruzione nel suo domicilio, alcuni oggetti e denaro contante che lo stesso custodiva in casa. La vittima sarebbe stata anche rinchiusa all'interno di uno sgabuzzino e percossa con una mazza di ferro. Colpi d'arma da fuoco sarebbero stati esplosi sul pavimento a scopo di intimidazione.

Nel secondo caso, il 39enne, palesando la sua appartenenza ai Mallardo di Giugliano, aveva rivolto delle minacce ad un commerciante dell'area di Casal di Principe intimandogli di saldare un debito di 27mila euro che lo stesso aveva contratto per risolvere una morosità nel pagamento del canone di locazione di un capannone. Nel corso delle attività, i militari avevano rinvenuto, all'interno di un circoletto di proprietà di Di Nardo, un fucile a canne mozze e con matricola abrasa la cui disponibilità, a seguito di ulteriori approfondimenti investigativi, è stata riconosciuta anche a carico di un ragazzo di 16 anni. Il minore è stato collocato in comunità in esecuzione a un provvedimento richiesto dalla Procura per i minorenni che gli ha contestato i reati di concorso in detenzione, ricettazione di armi e favoreggiamento.

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