Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Cellole

Il nipote del boss chiede il pizzo al caseificio: "Paga 20mila euro altrimenti ti facciamo male"

La richiesta intercettata dai carabinieri nell'ambito dell'inchiesta sul clan Esposito di Sessa Aurunca

"Paga e non dire niente ai carabinieri altrimenti ti facciamo male". Sarebbe questa una delle minacce rivolte da Emilio Esposito, 49 anni e nipote del boss dei 'Muzzoni' Mario Esposito, e Francesco Di Marzo, 75 anni, al titolare di un caseificio di Cellole. 

E' quanto emerso dall'inchiesta della Dda di Napoli che ha spiccato nei confronti dei due un provvedimento di fermo eseguito dai carabinieri della compagnia di Sessa Aurunca. Dalle indagini dei militari i due, dal mese di aprile fino a qualche giorno fa, si sarebbero recati dall'imprenditore pretendendo una tangente da 20mila euro "o anche 30mila euro". 

L'imprenditore però si è rifiutato rivolgendosi ai carabinieri, che hanno avviato le indagini che hanno portato al fermo dei due estorsori.I due esponenti del clan nei prossimi giorni saranno sottoposti ad interrogatorio di garanzia da parte del Gip di Napoli, che dovrà decidere se convalidare o meno il provvedimento restrittivo e se applicare misura cautelare. 

Il clan Eposito, nonostante i capi siano in carcere, è ancora operativo sul territorio di SessaAurunca e dei comuni limitrofi grazie alla presenza di altri storici esponenti attualmente liberi.

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