Cronaca

Camorra e droga, in 18 ora rischiano il processo

Chiuse le indagini sulle nuove leve dei Della Ventura: moglie, figlia e genero del boss nel mirino della Dda

Concetta Buonocore e Michele Maravita

Il business della droga a Caserta targato "Della Ventura". Il pubblico ministero della Dda Luigi Landolfi ha chiuso le indagini preliminari ed ora si prepara a chiedere il processo a carico di 18 persone. 

Rischiano di finire davanti al giudice Concetta Buonocore, 58 anni di Caserta, moglie del boss Antonio Della Ventura, ristretto al 41 bis, e ritenuta a capo del gruppo criminale; Michele Maravita, 33 anni di Caserta, genero del boss Antonio Della Ventura e di Concetta Buonocore; Vincenzo Carbone, 47 anni di Caserta; Maxmiliano Carponi, 38 anni di Caserta; Paolo Cinotti, 35 anni di Caserta; Pietro Cioffi, alias Chiummino, 54 anni di Caserta; Ferruccio Coppola, 32 anni di Caserta; Consiglia D'Angelo, 46 anni di Caserta; Alfonso D'Itri, 50 anni di Caserta; Maddalena Della Ventura, 33 anni di Caserta, moglie di Michele Maravita e figlia di Antonio Della Ventura e Concetta Buonocore; Umberto Giglio, 36 anni di Caserta; Pasquale Maio, 24 anni di Caserta; Giuseppe Orefice, 43 anni di San Nicola la Strada; Virginia Scalino, 37 anni di Caserta; Felice Tunisino, 43 anni di Caserta; Agostino Vergone, 31 anni di Caserta; Antonio Vergone, 30 anni di Caserta; Clemente Vergone, 50 anni di Caserta. Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Nello Sgambato, Alfonso Iovino, Michele Di Fraia, Giuseppe Stellato, Mario Mangazzo ed Antonio Abet.

Buonocore, Maddalena Della Ventura, Maravita, Carbone, D'Angelo ed Agostino Vergone sono accusati di essere parte del clan Belforte, in particolare della fazione Della Ventura operante sul Capoluogo. Secondo la Dda Maravita avrebbe ricevuto da Buonocore, ristretta in carcere, le direttive e le linee guida per la gestione delle attività di famiglia. Per la procura antimafia, inoltre, Maddalena Della Ventura (indagata a piede libero) avrebbe fatto da trait d'union per portare i messaggi dal carcere verso l'esterno. 

Per il resto l'accusa è di spaccio con il gruppo Maravita (di cui avrebbero fatto parte i tre Vergone, Coppola, Paolo Cinotti, Cioffi, Carponi, D'Itri, Tunisino, Maio e Giglio) che avrebbe costituito una piazza per la vendita di droga ciascuno con ruoli ben definiti. Gli altri indagati sono accusati di cessione di stupefacenti. L'inchiesta aveva portato, un mesetto e mezzo fa, a 7 arresti molti dei quali revocati dal tribunale del Riesame che aveva annullato l'ordinanza per la mancanza dei gravi indizi in merito all'associazione di stampo mafioso.

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