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Sabato, 15 Giugno 2024
Cronaca Castel Volturno

Camorra in Municipio, 2 condanne e 14 assoluzioni

Tra gli assolti l'ex sindaco Antonio Scalzone e l'ex vice Lorenzo Marcello

Quattro anni e tre mesi di reclusione. Sono queste le uniche due condanne per concorso esterno in associazione a delinquere di tipo mafioso inflitte nel processo sulle infiltrazioni del clan dei Casalesi negli appalti affidati dal comune di Castel Volturno.

I giudici della seconda sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta da Antonio Riccio con a latere i giudici Francesca Auriemma e Alessandra Cesare hanno condannato Davide Granato a 3anni e 3 mesi di reclusione e il pentito Gaetano Vassallo ad 1 anno di reclusione. Assoluzione per gli altri imputati.

Il magistrato antimafia nella sua requisitoria ha richiesto 7 anni di reclusione per l'ex vicesindaco Lorenzo Marcello e 3 anni di reclusione per Gaetano Vassallo e Davide Granato. Assoluzione per l'ex sindaco Antonio Scalzone, Raffaele Gravante, Antonio Di Tella, Gino Fusco, Giovanni Luzzi, Giovanni Castrese Graziano, Sebastiano Conte, Lorenzo Vargas, Giovanni Cassandra, Diego Massari, Danila Capasso, Francesco Diana, Tammaro Diana.Sentenza di non luogo a procedere per Vincenzo Cassandra, per intervenuta morte del reo.

Il processo riguarda vicende satellite collegate alla 'vicenda madre' con protagonisti i due ex sindaci castellani Francesco Nuzzo e Antonio Scalzone nonché i membri delle rispettive giunte e dipendenti comunali oltre che il comando della polizia municipale. Le accuse mosse dalla Dda di Napoli furono concorso esterno ad associazione a delinquere di stampo mafioso, concussione, turbativa d'asta, abuso d'ufficio, omissione in atti di ufficio. Tra gli imputati, oltre ai due ex primi cittadini Francesco Nuzzo (assolto per i reati di concorso esterno in associazione camorristica e concussione) e Antonio Scalzone, compare l'ex vicesindaco Lorenzo Marcello (assolto per il reato di concussione), Raffaele Gravante, Antonio Di Tella, Gino Fulco, Giovanni Luzzi, Giovanni Graziano, Sebastiano Conte.

L'inchiesta madre si articolava in tre vicende ben distinte quali la realizzazione del Centro Commerciale Giolì, l'appoggio elettorale a Francesco Nuzzo dal clan dei Casalesi e le minacce ai rispettivi sindaci concorrenti (Nuzzo e Scalzone) dalle rispettive fazioni di Bidognetti e Zagaria/Schiavone per 'piazzare' il loro 'favorito'. Le contestazioni mosse nel tempo, dal 2005, hanno avuto come filo conduttore l'illiceità degli atti amministrativi compiuti dalle vicendevoli amministrazioni comunali (prima di Nuzzo poi di Scalzone) in special modo in merito alla realizzazione per la realizzazione di opere o per conto del clan dei Casalesi o comunque in cambio di tangenti.

Nel collegio difensivo sonostati  impegnati gli avvocati Giuseppe Stellato, Ferdinando Letizia, Giovanni Cantelli, Claudio Sgambato, Enzo Di Vaio, Patrizia Sebastianelli, Romolo Vignola, Carmine Ippolito, Andrea Di Croce, Sabina Esposito, Alberto Messina.

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