La rivelazione del pentito: "Un emissario di Bidognetti nella villa di Licio Gelli"

L'asse tra la P2 e il clan dei Casalesi nei verbali del processo sulle stragi di 'Ndrangheta

Francesco Bidognetti

Rapporti tra Massoneria deviata e camorra casalese, imbastiti nel corso di incontri a Villa Wanda ad Arezzo, residenza di Licio Gelli, tra il capo della P2 e Guido Mercurio, inviato del gruppo Bidognetti. È quanto emerge da una inchiesta giornalistica di Stylo24.it, che riporta stralci dei verbali di interrogatorio del collaboratore di giustizia Luigi Di Dona, finiti agli atti del processo ’Ndrangheta stragista conclusosi da poche settimane a Reggio Calabria.

"Mercurio andava da Gelli a nome del gruppo Bidognetti, di cui era esponente di rilievo. Insomma Mercurio non ha mai trattato affari a titolo personale, ma sempre per conto di Francesco Bidognetti (alias Cicciotto ’e mezzanotte). Mercurio solo una volta, si fece sfuggire che Gelli gli interessava per i processi in Cassazione. Non so se questo fosse l'unico interesse di Mercurio e del nostro gruppo verso Gelli", racconta il pentito, negli stralci riportati dal quotidiano. Il tramite per agganciare Gelli, secondo Di Dona, "era un meccanico che si chiamava Gino ed era calabrese, il cognome non lo so, non me l'ha mai detto. Tramite questo Gino, che questo nipote di Bidognetti ha presentato a Mercurio, quest’ultimo è riuscito ad avere l'appuntamento con Licio Gelli a Villa Wanda ad Arezzo".

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