Camorra nella zona industriale, le difese provano a smontare le tesi della Dda

Pesantissime le richieste di condanna per Bifone, D'Amico e Stabile

Il boss Antonio Bifone

Dopo le pesanti richieste di condanna da parte della Dda tocca ai difensori prendere la parola per smontare le tesi dell'accusa nel processo sulle infiltrazioni della camorra nella realizzazione di capannoni nella zona industriale di Portico di Caserta.

Nel corso dell'ultima udienza hanno pronunciato la loro arringa gli avvocati Franco Liguori e Stefano Vaiano, difensori di Nicola Bifone per il quale la Dda ha chiesto 25 anni di carcere, e l'avvocato Mario Griffo, difensore dell'imprenditore Antonio D'Amico, per il quale la procura antimafia ha invocato 20 anni di carcere. Il processo riprenderà a inizio novembre per le discussioni degli avvocati Alessandro Maresca, Raffaele e Gaetano Crisileo che difendono l'avvocato Giuseppe Stabile, per il quale sono stati chiesti 12 anni, e l'ex vicesindaco di Portico di Caserta, Pietro Vaiano, per il quale è stata invocata l'assoluzione dallo stesso pm.

Secondo l'accusa gli imputati avrebbero fatto parte del clan Bifone, gruppo inserito nel clan Belforte ed operante tra Macerata Campania e Portico di Caserta, esercitando il controllo delle attività economiche oltre ad una serie di azioni illecite finalizzate al rilascio delle concessioni, alle acquisizioni di appalti, al condizionamento delle attività delle amministrazioni pubbliche, al reinvestimento speculativo in attività imprenditoriali, immobiliari, alle affermazioni del controllo egemonico sul territorio realizzata anche attraverso la contrapposizione armata con organizzazioni criminose rivali e la repressione violenta dei contrasti interno ed infine il conseguimento per sè e per gli altri affiliati di profitti e vantaggi ingiusti, in particolar modo attraverso la capillare imposizione del pizzo in special modo nella costruzione della zona industriale di Portico di Caserta.

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