Camorra, 30 arrestati davanti al giudice

Al via gli interrogatori di garanzia degli affiliati al gruppo dei Piccolo-Letizia e dei Perreca

Antimo Perreca e Pasquale Piccolo

Al via gli interrogatori di garanzia delle 30 persone arrestate con l'accusa di essere affiliati ai gruppi criminali dei Piccolo-Letizia di Marcianise e dei Perreca di Recale. A partire da domani gli indagati, di cui ben 30 destinatari della misura cautelare in carcere, sfileranno dinanzi al gip Valeria Montesarchio per provare a smontare il pesante compendio probatorio. 

L'inchiesta, condotta dalla Squadra Mobile di Caserta su delega della Dda di Napoli, ha messo in luce l'attuale pericolosità del sodalizio criminale soprattutto successivo ai numerosi arresti che hanno minato la leadership del clan rivale dei Belforte sul comprensorio tra Marcianise e comuni limitrofi. 

Nelle oltre 600 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare viene fotografata la faida che ha provocato numerose vittime tra gli anni '90 ed il 2009. Prima la separazione tra il gruppo dei Cutoliani, con i Belforte, ed il gruppo dei Quaqquaroni, alleati alla "Nuova Famiglia" di Antonio Bardellino, fondatore del clan dei Casalesi, e poi la successiva scissione dei Letizia dai Mazzacane, causata dal duplice omicidio di Biagio Letizia e Giovanna Breda, genitori di Primo e Salvatore Letizia passati, poi, nella fazione opposta dei Piccolo. 

Ma non solo sangue ed omicidi. L'inchiesta ha portato alla luce l'evoluzione del gruppo dei Piccolo-Letizia con la transizione dalla fase armata a quella dell'infiltrazione economica con aziende facenti capo al gruppo criminale. 

Le attività investigative, incentrate sulle intercettazioni dei colloqui in carcere e sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, hanno offerto un rilevante spaccato delle tensioni interne al clan Piccolo, soprattutto tra la componente “Piccolo” e quella “Letizia”, negli anni successivi al 2005, allorquando, le numerose operazioni di polizia giudiziaria e il proliferare di collaboratori di giustizia nelle fila del clan Belforte segnavano il progressivo indebolimento di tale sodalizio e la progressiva ripresa delle attività del clan dei Quaqquaroni, nell’ambito del quale iniziavano frizioni tra le due fazioni, per contendersi il ruolo di leader.

Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Giuseppe Foglia, Nello Sgambato, Vincenzo Russo, Gaetano Laiso, Franco Liguori e Mariano Omarto.

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